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Maric, l’uomo che non respira mai

Maric, l’uomo che non respira mai

Il campione del mondo della monopinna in apnea alla piscina di San Paolo

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PRATO. Una lezione sott'acqua con Mike Maric, blue submarine, che conosce l'arte e i segreti del filare in apnea. Maric è stato campione del mondo della specialità con monopinna, 150 metri in vasca senza respirare mai ed ora allena la respirazione di campioni come Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Alla piscina di San Paolo per il Camp Estivo del Cgfs seguito da Martino Angelini è andato a trovare i ragazzi che gli hanno fatto tante domande anche su cosa pensano gli squali grigi quando lo vedono sfilare nell'oceano, con quella pinna e quei movimenti flessuosi che fanno tanto delfino. «L'immersione e l'acqua per me sono un qualcosa di straordinario dove vivo un’altra realtà - spiega Maric - Io sono stato allievo di Umberto Pellizzari e con lui ho scoperto cosa significa vivere in questo mondo. L'arte italiana della subacquea si è evoluta dai tempi di Enzo Maiorca e delle sue figlie. Ora è scienza, come la studiava Jacques Mayol, prima ancora che sport. Per questo è giusto farla comprendere anche ai ragazzi perché solo attraverso la conoscenza possono davvero scoprire grandi cose».

Ora stai allenando atleti del calibro di Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Cosa gli puoi insegnare?

« Mi hanno chiesto una mano. La respirazione in ogni sport ha un valore, serve a sviluppare e usare meglio certi muscoli, aumenta le performances. Una volta la settimana vado da loro e insegno tutto quello che so sulla possibilità di sfruttare la respirazione. Usare al meglio la capacità polmonare è un valore aggiunto. Lavoro su uno spicchio delle loro possibilità di miglioramento, su una tecnica che si chiama pranayama. Una buona respirazione incide sullo stress, sul rilassamento, sull’ansia, sul pre e dopo gara, recuperi meglio e prima. L'apnea a dorso può essere più lunga, quella stile libero più breve. Conta usare bene il diaframma - e lo fa vedere ai bambini - e poi serve molta testa ed essere tosti e qui non ho problemi perché sia per Federica che per Filippo sono una specialità della casa».

Hai presentato anche il tuo nuovo libro.

«Bimbi in acqua è il percorso acquatico del bambino dal preparto all’agonismo. È un modo di intendere l’apprendimento in acqua, a partire da 0 fino a 12 anni, oltre a tutti gli aspetti psico-dinamici e psico emotivi dell’acqua, ho cercato di affascinare in modo semplice e colpire positivamente chi lo legge». (v.t.)

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