Il Tirreno

Prato

Toccafondi apre ai tifosi, 4 nuovi soci

di Vezio Trifoni
Toccafondi apre ai tifosi, 4 nuovi soci

Il presidente lancia lo slogan «Prato ai pratesi»: «Potrei vendere subito la società, ma non la lascio a chi può nuocerle»

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PRATO. «Prato ai pratesi». Questo lo slogan lanciato da Paolo Toccafondi, presidente del Prato, per presentare il nuovo corso della società di calcio. Con l'inserimento nel consiglio di amministrazione di un rappresentante dei tifosi, di un gruppo di imprenditori e delle istituzioni in un trust che permetterà di creare un consiglio di 15 persone che lavoreranno per far sì che la squadra della città possa rimanere nel calcio che conta e addirittura, se il budget verrà aumentato, cercare di raggiungere obiettivi più importanti.

Nella nuova sede della società biancazzurra, in via Tacca 29, il presidente Toccafondi ha spiegato la rivoluzione davanti alla stampa e ad alcuni tifosi. «Dopo il match vinto con la Carrarese mi sono preso due settimane di pausa per riflettere e per capire quale poteva essere il futuro del Prato - spiega Toccafondi - visto quello che sta succedendo in Lega, nella Federcalcio e anche nel calcio internazionale e sapendo che c'è una riforma che andrà a diminuire le squadre sia di serie A ma che trasformerà la serie B e la serie C in una B unica o una B a 18 squadre e una C a 36 formazioni penso che bisogna cambiare qualcosa visto che molti presidenti si sono tirati indietro, vedi Tesoro del Lecce, Buffon della Carrarese, Bellini dell'Ascoli. Il progetto con l'Inter è stato importante per il valore tecnico, ha portato entusiasmo, novità e abbonamenti ma nei momenti di crisi bisogna partire dalle idee».

E qual è l'idea nuova?

«Il Prato si cederebbe in 5 minuti perché è una società che non ha debiti e ha già pagato gli stipendi di maggio e giugno ma non voglio lasciarla a chi potrebbe farle del male. Finché ho la possibilità di decidere lo voglio fare, anche perché c'è da pagare una fideiussione di 400.000 euro e la gestione media di una società di Lega Pro è di circa 2 milioni di euro. E ricordiamo che il Prato non ha debiti mentre le altre società mediamente hanno un 25% di arretrati rispetto al passato. Voglio coinvolgere i tifosi come succede in Spagna, Germania e Inghilterra, anche nelle società di terza divisione, soprattutto per modificare l'approccio alla squadra per far partecipare più gente possibile insieme col club. Un membro dei tifosi nel consiglio direttivo che partecipa all'interno della società. Circa un 5-10% di quello che è il totale del budget senza obbligo di ricapitalizzazione per dare identità. Tra l'altro l'amministrazione ci ha dato anche l'ok per la nuova curva per i tifosi che era obbligatoria per iscriversi al prossimo campionato».

Oltre ai tifosi chi saranno i nuovi membri di questo trust?

«Il rappresentante dei tifosi sarà gestito dal consiglio direttivo, poi un membro dell'amministrazione comunale che è l'azienda più importante della città e 10 imprenditori locali che non saranno soci del Prato più il sottoscritto, mia sorella Donatella e Franco Tocci che ha un'opzione del 10% delle quote societarie».

Il rischio rimane quindi accollato a Paolo Toccafondi?

«Esatto. La figura di amministratore delegato farà capo ad un cda con tifosi, imprenditori e amministrazione che parteciperà alle sorti del Prato. Tra chi ha già dato la sua disponibiltià ci sono Giovanni Carlesi del gruppo Nello Gori, Alessandro Sanesi della M & A, Luca Rindi del Gruppo Colle, Gianluca Baroncelli dei Cavalieri Spa e c'è un quinto mio amico che ancora non vuole apparire. Attendiamo altri cinque imprenditori e non avranno rischio d'impresa e non dovranno coprire nessuna fideiussione. Altrimenti, e non lo voglio fare, daremo le chiavi al sindaco».

C'è una scadenza?

«Entro il 30 giugno 2015 bisogna iscriversi al campionato e quindi è quella la data cardine ma sono fiducioso perché la città si è mossa e l'idea va nella direzione giusta. Solo in questa maniera potremo fare un programma annuale con un budget ben preciso e un consiglio che nel caso ci fosse da fare delle scelte diverse può intervenire».

Anche dal lato tecnico?

«E' chiaro che la scelta sarà del consiglio ma se il problema è Ciccio Esposito sappiamo che è bene avere una persona di cui ci si può fidare in un calcio dove in questo momento se ne sentono di tutte e non voglio parlare dell'ultimo calcio scommesse. Esposito dopo il match perso con il Pontedera mi aveva dato le dimissioni e mi aveva messo in difficoltà ma si giocava il mercoledi e il pareggio a Forli e la vittoria con la Pistoiese hanno fatto il resto. Vediamo cosa succede e se c'è davvero voglia di vivere questa società e poi parleremo anche dell'allenatore. Per quanto riguarda il progetto Inter va avanti anche perché avevamo un mese di tempo per recedere dal contratto e noi non abbiamo mandato lettere e non sono arrivate dall'Inter quindi, con leggeri aggiustamenti, cercheremo di migliorarlo da entrambe le parti».

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