Il Tirreno

Prato

Prato mette in cassaforte la salvezza

DI FABRIZIO PALAGI
Prato mette in cassaforte la salvezza

Grazie alla rete di Rubino nei primi minuti della ripresa i biancazzurri piegano la Carrarese nel match decisivo

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DI FABRIZIO PALAGI

CARRARA. Brutta figura della Carrarese, il Prato brinda, il pubblico s’infuria. Finisce malissimo un campionato che di certo poteva regalare di più al club sotto le Apuane, costretto adesso a fare i conti con le squadre che lo appaiano a quota 44 punti, nel caso di eventuale riconsegna di quelli tolti dalla Lega alla Pro Piacenza (8 per l’esattezza) a inizio stagione e quindi partita penalizzata.

Nell’ammucchiata, assieme alla Carrarese ci sono Santarcangelo, Pistoiese e, appunto, il redivivo Prato, vincitore a sorpresa nell’ultima giornata. Facendo un po’ i conti della serva, nel peraltro assai remoto caso di riconsegna di tutti i punti di penalizzazione alla Pro Piacenza, la società emiliana salirebbe a quota 45, scavalcando perciò le quattro “consorelle” ferme a 44 lunghezze, conseguentemente costringendole a ricorrere alla classifica avulsa e quindi ai confronti diretti: un complesso calcolo per individuare la più malmessa del quartetto e quindi papabile per finire in zona playout al posto della mina vagante Pro Piacenza.

Ipotesi con tante variabili, sia chiaro, ma comunque non fantascientifica e quindi, Carrarese e compagnia, alla finestra per attendere gli eventi. Di certo (ed è la convinzione dei sostenitori gialloazzurri presenti allo stadio dei Marmi e usciti “infiammati” per la prestazione un po’ squallida dei loro beniamini), si poteva evitare, eccome, una scenografia così opprimente.

E qui tornano in ballo i tantissimi punti buttati al vento, le partite da vincere assolutamente o quantomeno da non perdere, le prestazioni individuali non sempre all’altezza della situazione, le formazioni non completamente azzeccate, e così via.

Acqua passata che non macina più, ma che crea rimpianti.Anche ieri allo stadio, mescolandosi tra gli aficionados nel dopopartita, le frasi ricorrenti erano quelle del tipo “Ma perchè siamo a questo punto?”. Tornando al calcio giocato, il match con il Prato, a nostro avviso non è stato affrontato con il giusto piglio. È vero che dopo il blitz di Pontedera sembrava tutto raggiunto, salvezza compresa, ma il pubblico pagante meritava qualcosa di più che non una opaca apparizione di prammatica del genere “Timbriamo il cartellino e poi tutti al mare”.

La gente aveva bisogno di quella vittoria casalinga che manca da tempo nel carnet della squadra gialloazzurra, anche in vista dei tempi che si prospettano, ossia le decisioni di patron Buffon sul futuro societario. Di voci, su tale argomento, ne corrono tante, ma per ora restano tali. E la società potrebbe già dire qualcosa in proposito, dato che mister Remondina ha indetto una conferenza stampa a metà settimana. Staremo a vedere. Per ora solo il rammarico e la delusione per ciò che poteva essere e che invece non è stato.

La partita con il Prato. Il buongiorno si vede dal mattino, è proprio vero. Dando un’occhiata dall’alto agli spalti semideserti dello stadio dei Marmi, prima del fischio d’inizio, è apparso subito chiaro che l’attaccamento ai colori della squadra di casa ha perso notevole smalto da, ad esempio, quel Carrarese-Pistoiese di fine agosto, secondo di campionato, primo in casa: pochi sostenitori locali, una folta (e rumorosa) rappresentanza di quelli della città laniera, non proprio dietro l’angolo.

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