Attenzione
L’elogio della prudenza
Più dei numeri, più degli schemi, più della tattica decisa a tavoli, nel calcio spesso conta l’atteggiamento e quello che c’è nella testa dei giocatori. In quella di giocatori del Prato ieri sembrava...
Più dei numeri, più degli schemi, più della tattica decisa a tavoli, nel calcio spesso conta l’atteggiamento e quello che c’è nella testa dei giocatori. In quella di giocatori del Prato ieri sembrava campeggiare la scritta “prudenza”. E così, di fronte a un avversario oggettivamente forte e pronto a scattare in contropiede, le ripartenze dei biancazzurri sono state dosate col bilancino. Un paio di volte Jacopo Fanucchi, dopo aver saltato l’uomo, è partito in una delle sue tipiche progressioni che spaccano in due le difese, ma poi, chiusa la linea di passaggio verso Bocalon, si è girato e si è accorto che non gli era venuto dietro nessuno. Dunque è stato costretto a temporeggiare, trasformando un contropiede in un’azione manovrata che non ha portato a niente. Che sia un’indicazione del tecnico o un’intuizione della squadra, stavolta il motto è stato: “Primo, non prenderle”. Se nella vecchia pubblicità del Maxibon “two gust si megl che one”, nel calcio spesso “un punt is megl che nient”.
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