Il Tirreno

Prato

lega pro

Il Pontedera rifila il poker a uno stralunato Prato

di Paolo Nencioni
Un'azione del primo tempo fra Prato e Pontedera (foto Batavia)
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Un'azione del primo tempo fra Prato e Pontedera (foto Batavia)

Al Lungobisenzio finisce 4-0 per i pisani. E' successo tutto nel primo tempo con i gol in successione di Bartolomei, doppietta di De Cenco e poi Cesaretti. I tifosi contestano i biancazzurri

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PRATO. Paolo Indiani sembra non voler credere ai propri occhi. La partita è finita da un quarto d’ora e il tecnico del Pontedera prova a trovare il pelo nell’uovo, dice che nel secondo tempo la partita l’ha fatta il Prato. Pietosa bugia: i veri indiani in campo erano i suoi, arrivavano da tutte le parti e scoprivano con gioia che davanti al portiere Gazzoli c’era la palizzata di Fort Apache, quello del film di John Ford, che appunto finisce con un massacro. Sportivamente, il Prato-Pontedera andato in scena al Lungobisenzio è stato qualcosa di simile: strapotenza fisica e tecnica degli indiani di Indiani al cospetto di una massa gelatinosa di nome Prato che in questo momento non assomiglia per niente a una squadra in lotta per la salvezza. Risultato logico: 4-0 per i granata e arriverci (spera il Prato) alla prossima stagione. Sì, perché ora i biancazzurri devono ritrovare le certezze perdute, e lo devono fare in fretta, prima di mercoledì, quando andranno a giocare lo scontro salvezza a Forlì prima del derby casalingo con la Pistoiese, mentre il Pontedera, che non vinceva a Prato dagli anni Trenta, è ancora in piena corsa per i play off.

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Detto del fair play di Indiani, bisogna registrare anche le scuse di Paolo Toccafondi, presidente del Prato, ai suoi tifosi. «Oggi di fatto non siamo scesi in campo - ha detto - e una squadra che deve salvarsi non se lo può permettere. Per fortuna i risultati delle dirette concorrenti sono stati per noi positivi e dunque ora bisogna rimboccarsi le maniche».

Che tirasse una brutta aria per il Prato lo si era capito dopo nemmeno 60 secondi. Pronti, via e subito De Cenco si presenta da solo davanti a Gazzoli ma il suo tiro a colpo sicuro si stampa sul portiere. Sarebbe materia di recriminazioni se nel giro di pochi minuti non arrivasse il vantaggio ospite. Merito di Bartolomei, che spara da fuori area, e demerito di Gazzoli, che si lascia scivolare la palla oltre la linea di porta. L’arbitro indica il centro del campo, i biancazzurri lo accerchiano, ma nemmeno le immagini televisive chiariscono dove sia finita la palla. Una papera ci può stare, ma è l’azione del raddoppio, al 19’, a chiarire che c’è una sola squadra in campo. Sull’ennesimo lancio per De Cenco, il centravanti ospite contende la palla a Sorbo, che lo affronta in maniera molle, si fa superare e spiana la strada a un pallonetto che non lascia scampo a Gazzoli. Il Prato è in bambola, il Pontedera ci crede e spinge sull’acceleratore. Il terzo gol è una sintesi di questi due atteggiamenti: siamo alla mezz’ora e si ripropone un altro uno contro uno tra De Cenco e stavolta Dametto, che non fa una figura migliore del compagno; prima spinge il centravanti al limite dell’area rischiando il rigore, l’arbitro fa cenno di proseguire, Gazzoli non è ancora sulla palla e De Cenco è il più lesto a rialzarsi. In realtà è lo stesso Dametto a toccare goffamente verso il proprio portiere, la palla forse sbatte sullo stinco del centravanti e rotola lemme lemme in porta.
 
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La partita a questo punto è già segnata per il Prato e le contestazioni della Maratona quasi si affievoliscono di fronte a un’evidente impotenza dei padroni di casa nell’arginare le discese degli indiani granata. Il Prato non riesce a venir fuori dal guscio, e allora gli ospiti decidono che un 4-0, dopotutto, è ancora meglio di un 3-0. Ci pensa ancora De Cenco, su una perfetta ripartenza, a imbeccare sul filo del fuorigioco Cesaretti che si incunea al centro e lascia partire il secondo pallonetto della giornata, ancora una volta letale per un Gazzoli che si fa trovare nella terra di nessuno. Sul Lungobisenzio cala il gelo, se si eccettuano i cori incessanti dei tifosi granata. Il fischio dell’arbitro che sancisce la fine del primo tempo assomiglia a una liberazione per i biancazzurri.
Chi si aspettava una reazione dei padroni di casa dopo la prevedibile ramanzina di Esposito negli spogliatoi resterà deluso. La ripresa inizia con altre due occasioni per il Pontedera, mentre il Prato si affaccia dalle parti di Anacoura solo tra il 57’ e il 59’, quando il portiere ospite si prende il lusso di sventare due occasioni capitate sui piedi di Bocalon e Fanucchi. Di fatto è l’epilogo dell’incontro, perché poi il Prato si limita a uno sterile possesso palla e il Pontedera decide che va bene così, inutile sprecare energie dovendo tornare in campo già mercoledì. Tre giorni, 72 ore per capire se i biancazzurri di Esposito decideranno che arrivato il momento di giocare agli indiani sul campo di Forlì o se aspetteranno la resa di conti nel derby casalingo con la Pistoiese, quando potrebbe essere già tardi.
 

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