Il Tirreno

Prato

Caso Raimondo, il Piacenza minimizza

di Emanuele Vattiata
Raimondo, capitano del Montemurlo
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Raimondo, capitano del Montemurlo

Il capitano del Montemurlo si scusa con la sua società ma ribadisce le accuse: "Quando ho visto che volevano picchiare mia madre non sono riuscito a trattenermi"

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PRATO. Dopo l'espulsione del capitano del Montemurlo Raimondo, reo di aver scagliato la palla in tribuna dopo aver visto che la madre veniva offesa sugli spalti durante la partita Jolly Montemurlo-Piacenza, la versione dell’addetto stampa del Piacenza Calcio 1919 sminuisce con pacata risolutezza la questione della tribuna: "All’inizio non c’è stato un grandissimo comportamento da parte dei tifosi del Montemurlo - dice l'addetto stampa - ma questo ci può stare; successivamente quando c’è stato il gol del Piacenza, il genitore di un nostro giocatore, che poi era quello che ha segnato, chiedeva l’espulsione del vostro difensore per fallo da ultimo uomo. Successivamente l’altro genitore del calciatore che si è arrampicato sulla tribuna, è stato coinvolto nella discussione e i due hanno cominciato a beccarsi; poi dalla punizione è nato il gol e da lì i due si sono spintonati e la situazione è sfociata in un parapiglia. Un vostro giocatore dal campo, quando ha visto che suo padre stava litigando, ha scagliato il pallone e così è stato espulso, ma niente di più perché i sostenitori del Piacenza sono stati subito allontanati. L’arbitro ha sospeso la partita giusto il tempo dell’espulsione e dal nostro punto di vista, la questione è stata ingigantita, perché in una tifoseria di paese gli animi sono caldi, ma raramente accadono scontri, perché la tifoseria organizzata del Piacenza non ha mai dato vita a nessun tipo tafferuglio. In realtà non è successo niente di rilevante, come inizialmente sembrava fosse stato comunicato anche nei siti sportivi piacentini. In serie D difficilmente ci sono scontri con ultras, ma più semplicemente un parapiglia fra genitori".

 Il Piacenza, tramite il suo addetto stampa, non ha mai accennato al fatto che fosse stata coinvolta una donna, ovvero la madre del giocatore espulso, la quale pare stesse solo cercando di sedare gli animi fra genitori coinvolti.

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Raimondo infatti racconta la propria versione dei fatti, ricordando quanto sia difficile inibire il proprio istinto di protezione nei confronti delle persone più care. "Quando ho visto questa persona, che fra parentesi non doveva essere presente in quel settore delle gradinate, nell’atto di voler picchiare mia mamma, non sono riuscito a trattenermi e ho avuto la reazione istintiva di calciare il pallone verso la tribuna. A mente fredda, mi rendo conto che quel gesto, per quanto dettato dal cuore, abbia messo in difficoltà la squadra nella partita corrente e potrebbe pregiudicare il risultato delle prossime gare. Spero mi diano meno giornate possibili, ma è inevitabile che sarò squalificato per alcuni turni. Vorrei aggiungere che la persona coinvolta nel parapiglia, mi risulta essere un ex ultras del Piacenza e non è nuovo a questo genere di situazioni. Il fatto che fosse insieme al presidente, sicuramente danneggia l’immagine di una squadra come il Piacenza".

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