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Il Prato crossa, il Piacenza segna Stop all’imbattibilità

Il Prato crossa, il Piacenza segna Stop all’imbattibilità

Biancazzurri subito sotto, poi Bocalon sbaglia dal dischetto e la squadra si spegne di fronte a un avversario tosto

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PRATO. «Abbiamo crossato venti volte e l’abbiamo presa una volta sola». Questa la perfetta sintesi di Prato-Pro Piacenza nelle parole del tecnico Vincenzo Esposito al termine di una partita nella quale i biancazzurri avrebbero certamente meritato qualcosa di più, ma che gli emiliani hanno portato a casa senza rubare nulla. Facendo insomma quello che serve per vincere in trasferta: buttarla dentro e difendersi con ordine e un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Dopo otto risultati utili consecutivi arriva dunque il primo stop del 2015 per la squadra di Esposito, che si ritrova nelle sabbie mobili della zona retrocessione dopo esserne appena uscita.

La svolta in negativo per il Prato arriva scaramanticamente al minuto 17, quando l’arbitro Piscopo decreta un rigore per un fallo di mano in area che provoca le proteste degli ospiti ma che ci può stare. In quel momento i biancazzurri sono già sotto per il gol a freddo del difensore Castellana, bravo a incornare in rete dopo 120 secondi un calcio d’angolo battuto da Porcino. Bocalon si presenta sul dischetto per mettere le cose a posto, ma la sua conclusione angolata viene arpionata da Alfonso, che si permette il raro lusso di bloccare il penalty. Forse non è un caso, se è vero che Alfonso in questa stagione ne ha parati quattro su cinque. Bisogna dunque ricominciare e il Prato ha il merito di farlo con applicazione e costanza, tanto che al 22’ potrebbe arrivare il pareggio, se un missile di Grifoni dai 25 metri non si stampasse sull’incrocio dei pali a portiere battuto.

I tifosi sentono puzza di bruciato, la puzza di quelle partite che hanno preso una brutta china. Alla fine sarà proprio così. Perché la Pro Piacenza è una squadra tosta e ha una clasifica bugiarda per colpa di otto punti di penalizzazione; e anche perché il Prato di oggi non è quello che due settimane fa ha messo sotto la capolista Ascoli. A centrocampo mancano Urso e Coccolo, e la loro assenza si fa sentire. Per questo Esposito ha scelto di tornare alla difesa a tre, schierando Grifoni esterno di centrocampo. Come al solito, sarà lui uno dei migliori, ma nel mezzo dominano gli ospiti.

E allora, questo è il piano del tecnico, bisogna sfruttare le fasce. Sulla carta il giochino riesce, perché gli esterni biancazzurri arrivano spesso sul fondo e crossano, ma quasi sempre i traversoni sono preda dei difensori ospiti, Bini e Sall soprattutto.

Se i calci d’angolo contassero qualcosa, il Prato l’avrebbe vinta ai punti, perché ne colleziona ben 12 contro i 4 dei rossoneri, ma anche questo è solo sulla carta, visto che tutti i calci da fermo finiscono o nelle mani di Alfonso o vengono ribattuti.

In realtà la Pro Piacenza potrebbe chiuderla anche nel primo tempo, se due conclusioni di Speziale e Porcino non si limitassero a fare la barba al palo, ma sarebbe stata una punizione eccessiva. L’unica occasione limpida nel secondo tempo capita sulla testa di Fanucchi, quell’unico cross che arriva nel punto giusto, ma qui torna protagonista il portiere Alfonso, che sfodera un intervento d’istinto. È lui che devono ringraziare gli emiliani per questa vittoria che va di traverso a Esposito. «Bocalon è stato condizionato dall’errore dal dischetto - commenterà a fine partita - Dopo non era più lui, bisognerà lavorare sugli aspetti psicologici di queste situazioni».

Paolo Nencioni

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di Redazione web