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Guerra aperta fra Ac Prato e Lega Pro

Paolo Toccafondi, presidente dell'Ac Prato
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Paolo Toccafondi, presidente dell'Ac Prato

Nuovo esposto al Coni firmato dal presidente Toccafondi insieme ad altre tre società. I vertici dell'organismo calcistico accusati di "irregolarità gestionali"

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PRATO. E’ guerra aperta fra la Lega Pro e l’Ac Prato, che firma un’ultima iniziativa insieme ad altre tre società: Fc Forlì srl, S.F. Aversa Normanna srl e Ac Pavia Srl. Si tratta di un altro esposto al Coni e alla Figc sulle presunte "irregolarità gestionali e la violazione dei principi di democrazia poste in essere dagli organi direttivi attualmente in carica della Lega Pro e la sostanziale inattività della Figc". Il 13 gennaio il Coni ha scritto di aver avuto assicurazione dalla Fgci che sarebbe stata convocata un’assemblea avente con all’ordine del giorno gli argomenti richieste dalle quattro società. La Lega Pro in un comunicato scrive che "farà come sua prassi consolidata tutto quanto ritenuto utile e necessario, all'interno delle norme vigenti e nell'interesse esclusivo delle proprie società affiliate, per risolvere le problematiche create ad arte nelle ultime settimane e usate per strumentalizzare la situazione venutasi a creare dopo l'assemblea del 15 dicembre scorso".

"L'attuale dirigenza della Lega Pro - scrive il presidente del Prato Paolo Toccafondi - invece che dare assicurazioni sul rispetto delle norme statutarie e degli inviti della Figc, continua a rivendicare diritto ad agire arbitrariamente, senza il rispetto delle regole e delle indicazioni degli organi preposti. A questa situazione di grave irregolarità si è aggiunta un’iniziativa paradossale, da parte della attuale dirigenza della Lega Pro, che non si sa se qualificare comica o drammatica. La dirigenza della Lega Pro, difatti, ha impugnato la delibera con cui le società avevano bocciato il bilancio. Al di là dei numerosi profili di inammissibilità, sia con riguardo ai principi della giustizia sportiva e sia con riguardo ai principi di diritto sostanziale, in questa sede merita sottolineare un aspetto".

"L’impugnativa si fonda, essenzialmente, su di un unico argomento - prosegue Toccafondi - il voto contrario all’ approvazione del bilancio sarebbe stato espresso non in ragione della non condivisibilità di bilancio, ma come manifestazione di sfiducia nei confronti della dirigenza che lo avrebbe redatto". "È lo stesso atto della attuale dirigenza della Lega Pro che riconosce di non avere più la fiducia della maggioranza delle società. Ciononostante continua a non convocare l'assemblea con all'ordine del giorno la revoca del presidente e del consiglio direttivo in carica e a non dimettersi".

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