Gioco
Mezgour lascia Montemurlo I tifosi già lo adoravano
MONTEMURLO. A volte basta uno sguardo, si vede dagli occhi, e sai che ti trovi di fronte una persona sincera che rispecchia quello che tutti sperano sia il calcio: sport fatto da ragazzi che non...
MONTEMURLO. A volte basta uno sguardo, si vede dagli occhi, e sai che ti trovi di fronte una persona sincera che rispecchia quello che tutti sperano sia il calcio: sport fatto da ragazzi che non hanno mai mollato il sogno di diventare calciatori. Adil Mezgour in questo è un esempio e nonostante siano passati solo quattro mesi, a Montemurlo era già diventato il beniamino dei tifosi, l’avversario più temibile e il fratello maggiore dei giovani compagni di squadra. Dispiace a tutti che se ne vada.
Sperava in un ritocco dell’ingaggio da parte della società del Jolly Montemurlo?
«Era difficile ritoccare l’ingaggio perché con questa crisi le società non hanno più molti soldi da spendere, quindi io sono andato via perché se un’altra squadra riesce a offrirti qualcosa in più è naturale che un giocatore accetti, anche perché alla mia età è una delle ultime opportunità che si presentano e i sui treni che passano bisogna salire e cogliere l’occasione e seppure a malincuore ho accettato».
Lei andrà a giocare nel Lentigione, quindi fa un passo indietro per farne due in avanti se riuscirete a passare di categoria?
« Si, sono secondi nel campionato d’eccellenza dell’Emilia Romagna e c’è l’ambizione di salire quindi la motivazione è allettante nonostante sia un livello sotto alla serie D, ma la prospettiva è quella di fare bene e lo stimolo di passare di categoria è sempre importante».
Al Jolly Montemurlo avevano un progetto diverso?
«L’anno scorso la salvezza è stata raggiunta all’ultima giornata a fatica, mentre quest’anno l’obiettivo era quello di una salvezza “tranquilla” poi se veniva qualcosa in più potevamo ritenerci oltremodo soddisfatti perché la squadra era quasi tutta nuova e dovevamo trovare una nuova identità».
Ti sposti spesso per lavoro, è difficile ambientarsi ogni volta?
«In realtà no, da quando gioco a calcio non ho mai avuto problemi ad ambientarmi, perché credo di essere una persona disponibile e pronto ad aiutare se ce n’è bisogno, infatti sulla mia pagina di Facebook ci sono tanti messaggi di affetto soprattutto da parte dei giovani con i quali ho sempre avuto un ottimo rapporto».
C’è un giovane del Jolly Montemurlo in particolare sul quale punteresti?
Spero molto che possano fare tutti bene, ma se dovessi puntare su qualcuno direi Giovannelli, Michelotti e Lenzini. Tutti hanno ottime prospettive».
Emanuele Vattiata
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