Il Tirreno

Prato

Santa Lucia ricomincia con Tinti

di Tommaso Caramelli
Santa Lucia ricomincia con Tinti

Sarà lui a guidare la nuova era della formazione di Terza Categoria del club di viale Galilei

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Una carriera spesa a dirigere il traffico in mezzo al campo,un’altra, che comincia proprio adesso, che lo vedrà protagonista dalla panchina: è la storia di Leonardo Tinti, neo allenatore della formazione di Terza Categoria del Santa Lucia.Dopo infatti un paio di anni senza la Prima Squadra, il new deal del presidente Macrì ha previsto la rifondazione della categoria principale, ecco le prime parole del mister Tinti.

Dal campo alla panchina,come hai maturato questa decisione? Sei emozionato per questo cambio di ruolo?

«Durante gli ultimi anni mi è capitato spesso di dare sostegno ai mister per cui giocavo, sia agli allenamenti che in campo, nella preparazione atletica o negli schemi. Questo mi ha dato la possibilità di maturare un po’ di esperienza in un ruolo che ne necessita molta. Ho imparato che la forza di un allenatore non si vede solo nella tattica o negli allenamenti, ma piuttosto nella gestione del gruppo e questo è un aspetto su cui voglio impegnarmi al massimo. Credo sia normale essere emozionati in una situazione del genere, ma credo che il sentimento più forte in questo momento sia la curiosità di mettermi alla prova. Allenare e giocare è difficile, l'ho visto durante la mia permanenza a Prato2000 e San Giusto, ma ho anche visto che è possibile farlo, specialmente se il gruppo è unito e in squadra ci sono giocatori di mentalità aperta. Devo però fare i conti con qualche acciacco. Vedremo se il mio ginocchio ha ancora voglia di giocare. Mentalmente sarei pronto come quando avevo 18 anni».

A Santa Lucia è cambiato molto, ci sono grandi aspettative sia per la società che per la Terza, che programmi hai fatto con i vertici?

«L'obiettivo primario è giocare a calcio e rispolverare lo spirito sportivo che dovrebbe caratterizzare il calcio di questi livelli. La società vuole che la prima squadra sia di esempio per il settore giovanile. Personalmente spero di arrivare a dare un esempio a tutto l'ambiente. E' chiaro che abbiamo uno stemma sul petto che vogliamo rispettare con i risultati in campo. Ci impegneremo a farlo nella maniera più giusta possibile, con impegno e voglia».

Come valuti la tua rosa? E’ completa? Punterai sui giovani o sull’esperienza di chi ha giocato categorie così difficili?Hai già qualche idea su come far giocare i nostri ragazzi?

«La rosa è completa. Per fortuna la Terza categoria non ha limiti di età. Questo ci ha permesso di ricontattare giocatori con esperienza in categoria che sicuramente potranno darci una mano durante l'annata. Ci sono però anche diversi giovani, alcuni alla prima esperienza in categoria. Mi aspetto molto da loro. Per quanto riguarda l’impostazione di gioco. La squadra è stata ricostruita da zero. Alcuni giocatori li conosco da diversi anni, altri invece li scoprirò meglio adesso. Avremo tempo per capire quale modulo usare per sfruttare al meglio le caratteristiche di tutti. Personalmente preferisco di gran lunga un calcio offensivo, ma dipende molto dalle caratteristiche dei singoli. Avremo modo di trovare la soluzione giusta per la squadra.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini