Il lutto
Toccafondi: «Cerco soci per fare la spola fra la serie C e la B»
Il presidente dell’Ac Prato deluso dalla riunione in Comune Gli imprenditori offrono soltanto una sponsorizzazione
PRATO. «Sono tutte brave persone e le ringrazio se vorranno sponsorizzare il Prato ma la domanda era un’altra. E nessuno ha risposto a quella domanda. Per quanto mi riguarda siamo fermi a giugno dell’anno scorso quando ho chiesto pubblicamente di voler cedere la maggioranza del pacchetto azionario dell’Ac Prato e a oggi non c’è nessuno che si è fatto avanti per intavolare una trattativa».
Così, da Bergamo, Andrea Toccafondi - patron dell’Ac Prato - commenta la riunione degli imprenditori convocati in Comune l’altra sera dall’assessore Roberto Caverni e dal sindaco Roberto Cenni che, tuttavia, non era presente, per trovare una soluzione per il futuro della società biancazzurra.
«Ho fornito il bilancio della società al 31 dicembre del 2013 e quello previsionale fino alla fine della stagione sportiva – continua Andrea Toccafondi – Il Prato è in pareggio, anzi ha qualcosa in attivo più che in passivo. Chi decidesse di entrare nella società lo farebbe a costo zero, senza dover ripianare alcunché». La ventina di imprenditori riuniti nel salone consiliare (c’erano fra gli altri Claudio Orrea di Patrizia Pepe, Giovani Santi del Gruppo Beste, Alessandro Sanesi della M&A Sanesi, Carlo Carlesi del Lanificio Nello Gori) hanno dichiarato di voler sponsorizzare la società, partecipando con quote dai cinque ai ventimila euro per un totale che potrebbe aggirarsi sui seicentomila euro. Una somma non da buttare ma che non va nella direzione chiesta dal presidente Andrea Toccafondi. «Con la riforma dei campionati il Prato deve fare la navetta fra la serie C e la serie B – spiega Toccafondi – Credo di averlo spiegato bene nella lettera che ho dato alla stampa nell’estate dell’anno scorso. Io, in tutti questi anni, ho tenuto il Prato fra la C1 e la C2 e la differenza di costo è stata dell’ordine di tre o quattrocentomila euro fra una serie e l’altra. Con la serie C unica il Prato deve pensare di fare due o tre stagioni in serie B e quattro o cinque in serie C, perché io di andare nell’Interregionale non ne ho nessuna voglia. Fare questo tipo di discorso significa che il bilancio ha bisogno di passare da un milione e mezzo o due della serie C ai sette o otto della serie B. C’è una fisarmonica di cinque o sei milioni fra la C e la B ed ecco perché ritengo che sia necessario l’ingresso in società di qualche altro imprenditore con le spalle larghe. Ma Prato, a questa mia domanda non ha risposto».
«Non ho ancora ricevuto una telefonata dell’assessore Caverni – dice Toccafondi (alle 11,30 di ieri mattina ndr) – So solo quello che è stato riportato dai giornali. Ma se Caverni me lo confermerà, dico che in quell’incontro non c’è stato nessun tipo di risposta alla mia domanda. Eppure mi sembrava di essere stato chiaro e per non esser frainteso lo avevo anche messo per iscritto».
Dall’estate scorsa Toccafondi conferma di non aver avuto alcun contatto per cedere la maggioranza del pacchetto azionario dell’Ac Prato. «Mi sono attivato solo per proporre una soluzione per lo stadio – continua il presidente del sodalizio biancazzurro – Sì, perché se come ritengo, il Prato dalla prossima stagione dovrà tentare di fare la navetta fra la C e la B, per le stagioni in cui militerà nel campionato cadetto dovrà avere uno stadio da diecimila posti e quindi bisogna costruirlo altrimenti non c’è neppure l’ambizione della città a voler salire di categoria».
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