La manifestazione
La Ginnastica Arcobaleno conferma la serie A1
La squadra di ginnaste di Prato è riuscita a classificarsi al settimo posto nella classifica parziale della quarta prova e ottavo in quella generale scongiurando così il pericolo della retrocessione
PRATO. L’ Arcobaleno Ginnastica Prato ce l’ha fatta. A Fabriano, in una gara avvincente in cui si sono cimentate le dieci migliori squadre d’Italia, il team pratese ha mantenuto il suo posto più che meritato nella seria A1 del campionato di Ginnastica Ritmica. Dopo una terza prova poco convincente, che sembrava aver compromesso l’esito finale, le ginnaste pratesi hanno gareggiato dando il meglio, mostrando doti di particolare abilità nell’esecuzione degli esercizi e nel maneggio degli attrezzi. Ed hanno così guadagnato un ottimo settimo posto nella classifica parziale e ottavo in quella generale scongiurando il pericolo retrocessione. In un palazzetto gremito all’inverosimile, la piccola, ma già esperta, Asia Rigato ha aperto la competizione dell’Arcobaleno con un corpo libero senza incertezze, pulito nell’esecuzione. Elisa Latini, ginnasta in prestito all’Arcobaleno, ha portato a termine due ottimi esercizi, fune e nastro, convincenti, dinamici e dall’atmosfera frizzante. Letizia Sensi e Sofia Tonetto, le veterane della squadra, hanno eseguito rispettivamente cerchio e palla, attrezzi che già nelle prove precedenti hanno evidenziato per entrambe le ginnaste doti di grande espressività corporea e di alta destrezza con gli attrezzi. Infine la ginnasta della Nazionale bulgara, Anastasiya Kisse, in forza alla società pratese, è riuscita con la sua routine alla clavette ad ottenere un ottimo punteggio, determinante per mantenere l’Arcobaleno nella top ten della Ginnastica Ritmica.
«L’ottimo risultato della nostra squadra fa bene a tutto il movimento della ginnastica pratese, e sono veramente fiero di loro - dice il presidente Andrea Carmagnini - Le difficoltà quotidiane sono veramente tante per sostenere una squadra in serie A1, solo con le nostre forze, senza contributi, incentivi economici o sponsor; spesso non ci sono palestre strutturalmente adeguate, caldissime d’estate, riscaldate a malapena d’inverno, con le atlete che si allenano al freddo. Inoltre gli orari di allenamento sono minimi per uno sport così tecnico, che ha bisogno di tempo per affinare e migliorare tecnica e abilità. Nonostante ciò, le nostre ragazze sono riuscite in questa epica impresa, grazie soprattutto al lavoro di qualità svolto tutti i giorni dalle allenatrici Carlotta Mannelli e Giulia Spinelli, che col loro impegno hanno creato un team unito e pronto ad affrontare un’altra avventura A1.”
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