Il Tirreno

Prato

La Pietà si dà regole di comportamento

di Tommaso Caramelli
La Pietà si dà regole di comportamento

Pierluigi Pierozzi: «Servono per accrescere il senso del gruppo. Il collettivo è sempre alla base di ogni vittoria»

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PRATO. Sono ben trentatre i goal segnati nella quinta giornata del campionato di Seconda Categoria; la parte del leone l'ha fatta il match giocato al Martini tra il Poggio a Caiano e La Briglia conclusosi con un pirotecnico sette a tre a favore dei medicei.

Anche a Seano, comunque, c'è stata un altra valanga di gol con la Galcianese vittoriosa per cinque a due sui ragazzi di mister Cardinale ma l'occhio di bue questa settimana s'aggira nelle zone basse della classifica ed illumina la brutta classifica della Pietà 2004 al cui timone c'è un grande esperto della categoria come Pierluigi Pierozzi.

Mister anche quest'anno l'avvio di campionato non è stato favorevole.

«Se vogliamo scherzarci su e sdrammatizzare potremmo ricordare che i punti l'anno scorso erano addirittura inferiori ma è indubbio che potevamo fare meglio »

Cause e rimedi?

«La prima causa, quella su cui dobbiamo lavorare, è l'età media della rosa, molto giovane e di conseguenza poco esperta soprattutto sul versante caratteriale; il campionato di seconda non è sicuramente il plus non ultra della tecnica ma richiede soprattutto grandi qualità temperamentali e la mia squadra deve, su questo fronte, sicuramente migliorare».

Avete deciso di adottare anche un codice etico.

«L'idea è stata di mio figlio Leonardo che di questa formazione è un po' il factotum perchè ne ha fatto parte e conosce tutti i ragazzi. In sostanza è una somma di regole comportamentali per accrescere il senso del gruppo, del collettivo che è sempre alla base di ogni vittoria».

Gli obiettivi che vi siete posti?

«Nella scorsa stagione abbiamo evitato i play out alla penultima giornata quest'anno vorremmo riuscirci prima. La rosa è qualitativamente forte ed ampia ed anzi, a questo proposito, vorrei lanciare addirittura una provocazione: perchè non dare la possibilità di fare più cambi invece dei soliti tre? Sappiamo tutti che in questa categoria non ci sono rimborsi spese o stipendi e per un tecnico diventa difficile spedire in tribuna ogni domenica cinque o sei giocatori e lasciarne in panchina altri cinque. Cinque sostituzioni sarebbero più gratificanti per tutti, per i giocatori per i tecnici e le società stesse. Che ne pensate? »

Potrebbe essere anche una chiave per avere meno musi lunghi negli spogliatoi e più sana competizione. Domenica al Faggi arriva il lanciatissimo Poggio a Caiano, mister come la vede?

«Durissima, la squadra di Vitiello rappresenta proprio l'opposto del nostro progetto: loro hanno assemblato una squadra per vincere, per noi la prima squadra è soprattutto un’ opportunità per tutti quei ragazzi cresciuti da noi che vogliono continuare a stare insieme e a giocare. Sulla carta abbiamo poche speranze ma il campo potrebbe dare anche un risultato sorprendente no?»

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