Il Tirreno

Prato

Il bomber Sarubbi «Segno perché la squadra mi aiuta»

di Tommaso Caramelli
Il bomber Sarubbi «Segno perché la squadra mi aiuta»

Il Poggio a Caiano ha preso tre punti sul campo della Galcianese grazie al giocatore arrivato da Santa Lucia

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PRATO. Mentre lo Jolo continua nella sua splendida serie positiva ed anche a Santa Maria di Empoli conquista i tre punti e rimane al comando della classifica a punteggio pieno nel campionato di seconda categoria si confermano agguerrite avversarie il Ponzano, vittoria in trasferta contro la matricola La Briglia, ed il Poggio a Caiano che trascinato da bomber Sarubbi espugna il Conti di Galciana e proprio sul goleador mediceo vogliamo puntare i riflettori questa settimana. Dopo sette anni di gioie e successi in quel di Santa Lucia Sarubbi ha deciso di cambiare strada e, nonostante proposte anche di società di categoria superiore, ha scelto il Poggio a Caiano.

Crisi del settimo anno?

« No - risponde Sarubbi – ho sentito il bisogno di trovare stimoli e motivazioni nuove ed il progetto del Poggio mi è subito piaciuto. Parlando con il direttore sportivo Vannucci e con mister Vitiello, nuovo anche lui, ho subito compreso che c'era l'intenzione di allestire una squadra che puntasse alla vittoria in campionato e l'idea mi ha subito entusiasmato».

A Poggio come ti stai trovando?

«L'ambiente è fantastico e non lo dico per piaggeria ma perchè è proprio vero; ci sono dirigenti appassionati che ci seguono negli allenamenti, alle partite, durante la settimana e non solo il giorno della partita. Con mister Vitiello, alla sua prima esperienza da allenatore, mi sono subito trovato bene e condivido appieno il suo modo di fare calcio attraverso una circolazione rapida della palla, con tanto movimento dei giocatori e con fraseggi palla a terra fatti di uno, due tocchi al massimo».

I tuoi gol stanno rivelandosi determinanti.

«Ho sempre sostenuto che un attaccante riesce a segnare quando il gioco della squadra lo sostiene con continuità e non cambio certo idea adesso. Segno perchè i compagni mi stanno aiutando e mi mettono nelle condizioni migliori per sfruttare le mie attitudini».

Già sei reti in quattro partite, di testa, di sinistro, di destro su azione e su punizione dove vuoi arrivare?

«I miei obiettivi sono quelli della squadra, non importa che faccia quindici, venti o trenta goal ma che questi si rivelino utili ai fini della squadra».

Anche in questa occasione Enrico Sarubbi conferma la sua personalità; schivo e poco avvezzo a farsi pubblicità è abituato a parlare coi fatti, sul campo e per le nuove leve rappresenta sicuramente un esempio da seguire ed imitare.

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