Il Tirreno

Prato

Lacrosse, uno sport che prende casa anche a Prato

di Alessandra Agrati
Lacrosse, uno sport che prende casa anche a Prato

La società, che aprirà a uomini e donne, si presenterà il 25 settembre nel c ircolo Airesis a San Paolo

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PRATO. Per gli over 16 Lacrosse è una parola sconosciuta, ma tutti i teenager sanno benissimo che si tratta di uno sport, visto che il protagonista della serie tv “Teen Wolf” usa le sue doti di licantropo per primeggiare in questo sport.

In autunno anche a Prato sarà costituita una squadra ( non è richiesta la patente di lupo mannaro), in tutta Italia sono appena dieci, grazie all' intraprendenza di Alessia Cambi, presidente di Freeminds «Ci pensavo da tempo a realizzare una sorta di palestra per questo gioco, mi piacerebbe che oltre alla squadra maschile, abbiamo già alcune adesioni, si potesse formarne una anche femminile. Ad allenare i ragazzi sarà Davide Miniscalco che ha già giocato in nazionale». Due squadre di dieci giocatori, 12 per le ragazze, muniti di “stecca”, ovvero un bastone con una retina, devono far gol nella porta avversaria in un campo grande quanto quello da calcio. «Ovviamente – spiega Cambi – all' inizio dovremo formare la squadra quindi parteciperemo soltanto a partite amichevoli, siamo in contatto con Roma e Bologna, se poi i ragazzi saranno bravi potremo iscriverci alle competizioni nazionali». Gli allenamenti, due volte alla settimana, saranno gratuiti, è necessario essere soci di Freeminds o del circolo Airesis, l'attrezzatura verrà fornita direttamente dagli organizzatori. «Tramite Miniscalco – spiega la presidente – siamo riusciti ad avere il materiale dismesso dalle squadre di Roma, è in ottimo stato e perfetto per i principianti». Il campo base sarà quello di San Domenico, in pessime condizioni, ma nell' intenzioni di Cambi c'è la possibilità di riuscire a risistemarlo in tempi veloci. «Se così non fosse- precisa – per i primi tempi giocheremo in qualche giardino pubblico. L'importante è riuscire a far passare un messaggio di aggregazione sana fra i ragazzi, la competizione aggressiva non è ammessa». Del resto le origini di questo sport risalgono a prima di Cristoforo Colombo, quando gli indiani giocavano a Bagataway, con uno spirito particolare; aiutare qualcuno della tribù a guarire, per motivi spirituali, per allenarsi in caso di battaglia e anche per vincere la guerra (chi vinceva una partita vinceva il conflitto). Si giocava anche cento contro cento. L'iniziativa sarà presentata mercoledì 25 settembre alle 19 al Circolo Airesis in via di San Paolo 111 dalla presidente Cambi insieme a Sergio Bigagli presidente del Circolo Airesis, Steven Whitford presidente della Lega Nazionale Italia Lacrosse, dagli assessori Matteo Grazzini e Giorgio Silli, parteciperà anche David Miniscalco capitano della squadra. «Il lacrosse – spiega l’assessore allo sport – incuriosisce anche per la sua particolare attrezzatura è sicuramente uno sport completo vista la necessità di correre su lunghe distanze mantenendo la freddezza e la precisione necessarie per segnare i gol».

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