Sicurezza
Rossi, un difensore livornese che studia a Pisa
Il giocatore biancorosso ha sbagliato il rigore nel match di campionato e ieri si è riscattato in Coppa
MONTEMURLO. Disponibilità e semplicità, due parole che sembrano descrivere al meglio Giacomo Rossi ventiquattrenne difensore livornese del Jolly e Montemurlo, al suo primo anno in D.
Allora Giacomo, ci puoi descrivere dal punto di vista di un atleta, come si presenta l'ambiente del Jolly e Montemurlo?
«Sicuramente un ambiente ideale per i giocatori, dove la parola d'ordine è la serenità. Qui praticamente atleti e addetti ai lavori si impegnano all'unisono per migliorare questa società».
Dove hai giocato prima di approdare al Jolly?
«L'ultima squadra nella quale ho giocato è stata la Pro Livorno Sorgenti: il primo anno eravamo in promozione, mentre le successive tre stagioni abbiamo giocato in Eccellenza».
E le giovanili?
«La trafila delle categorie giovanili l'ho trascorsa al Cuoiopelli, una squadra di Santa Croce sull'Arno, in provincia di Pisa».
Un livornese a Pisa? L'accoglienza allora non dev’essere stata è stata delle migliori.
«Sono stato benissimo invece quella tra pisani e livornesi è una vecchia ruggine, e c'è sicuramente una forte rivalità ma lascia il tempo che trova molti livornesi frequentano pisani e viceversa».
Hai una professione fuori dal campo?
«Per ora sono studente alla facoltà di Economia a Pisa»
Ancora Pisa? Ma allora vai proprio a cercartele.
«Ma no - sorride Roissi - giuro che nessun pisano mi ha mai rinfacciato in modo serio il fatto che sono di Livorno».
Quindi riassumiamo: Giacomo Rossi, livornese ventiquattrenne studente a Pisa, in procinto di laurearsi…
«Ancora è presto per parlare di laurea, devo ancora sostenere degli esami e non so se riuscirò a fare in tempo».
È una cosa comune per la maggior parte degli studenti. Riesci bene a conciliare sport e studio?
«Non è facile, ma neanche impossibile. Basta avere la volontà di farlo e sapersi organizzare».
Ritorniamo al "Rossi calciatore". qualche parola sul rapporto con il mister.
«Estrema fiducia e rispetto da ambo le parti, un rapporto che il mister del resto ha con tutti i giocatori di questa squadra. Oltre che essere un tecnico preparato è inoltre una bella persona, che quando sbagli ti riprende sempre in modo costruttivo; senza umiliarti o farti sentire frustrato. Pensa che quando ho sbagliato il rigore con lo Spoleto, mi ha semplicemente detto che poteva succedere a chiunque. Ed era un rigore che, se realizzato, avrebbe probabilmente inciso molto sul risultato finale».
Già, tanto per mettere il dito sulla piaga, batterai ancora i calci di rigori?
«Non vedo perché no. Purtroppo, a volte per crescere bisogna anceh sbagliare».
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