Attenzione
Capitan Raimondo sprona il Jolly e Montemurlo
Il giocatore è originario di Quarrata e per il match contro lo Spoleto chiede aiuto ai tifosi «perchè sarà una partita molto difficile»
MONTEMURLO. Seconda giornata del campionato di serie D e primo match casalingo del Jolly e Montemurlo allenato da mister Settesoldi, che affronta lo Spoleto. In casa Jolly c’è grande entusiasmo per la sfida di oggi pomeriggio alle 15 al campo sportivo “Nelli”; ma soprattutto grande consapevolezza nei propri mezzi alla luce del pareggio fuori casa contro il Pontevecchio. Il clima di fiducia nei propri mezzi è riscontrabile nelle parole del capitano ventisettenne Juri Raimondo che, seppur non nascondendo le difficoltà che la propria squadra può incontrare durante lo svolgimento della gara, è pienamente convinto che il Jolly cercherà di impostare il proprio gioco senza timori reverenziali di sorta.
Juri, siamo alla seconda giornata: cosa ti aspetti da te stesso e da i tuoi compagni?
«Non si può prevedere molto sull’esito della gara di oggi pomeriggio, ma sono sicuro che la squadra darà il massimo; e ce la metterà tutta per ottenere la prima vittoria in campionato».
Qual è lo stato d’animo della squadra per la sfida di oggi?
«C’è senza alcun dubbio grande entusiasmo per un campionato che è per noi una magnifica novità; cosa che sicuramente non fa altro che aumentare le motivazioni di ognuno di noi. Abbiamo una grandissima voglia di fare bella figura davanti ai nostri tifosi, che ci hanno sempre sostenuto; anche nei momenti in cui la squadra ha attraversato periodi un po’ meno brillanti».
Anche se i pronostici sono sempre da evitare, come sarà secondo te il match contro lo Spoleto?
« Sarà una partita durissima, come del resto tutte le partite che affronteremo in questo campionato - dice Raimondo - Lo Spoleto è una buona squadra, e sono convinto che farà di tutto per darci del filo da torcere. Se si aggiunge il fatto che hanno perso la prima gara di campionato, ci si può rendere conto che la loro determinazione a vincere la partita sarà maggiore del solito. Tuttavia sono convinto che, a dispetto della caratura dell’avversario, riusciremo comunque a disputare un’ottima partita».
Come hai visto il mister in questi giorni? Preoccupato? Teso?
«Il mister è tranquillo ed ha piena fiducia nella squadra che allena. Sa motivarci e caricarci senza farci divorare da inutili tensioni eccessive. È sempre riuscito a trasmetterci la giusta sicurezza e a farci sentire sempre un gruppo unito. I risultati conseguiti negli ultimi tempi sono indubbiamente dovuti alla sua abilità di lavorare anche sulla psicologia di noi atleti; insieme naturalmente al lavoro tecnico e tattico».
Parliamo di te adesso. Hai sempre giocato nel Jolly e Montemurlo?
«I primi calci al pallone li ho tirati al Jolly all’età di sette anni. A undici anni poi sono andato alla Fiorentina, dove ho giocato nelle categorie giovanili fino agli Allievi; dopodichè sono approdato nella primavera della Pistoiese. Poi sei tornato all’ “ovile”… Esattamente… sono ormai sei anni che gioco nel Jolly e Montemurlo».
Tu sei di Quarrata: non ti è mai pesato doverti spostare fuori città per giocare a pallone?
«Quando fai qualcosa che ti piace e che ti appassiona non ti poni il problema della distanza. Ho sempre giocato a pallone perchè mi fa stare bene, perché il calcio mi dà sempre tanto anche e soprattutto a livello caratteriale; quindi non mi sono mai posto questo interrogativo, a me è sempre bastato fare questo sport e migliorarmi giorno dopo giorno».
E per quanto riguarda la fascia di capitano? Dev’essere un peso importante…
«Sicuramente sono orgoglioso di essere il capitano di questa squadra - continua Juri Raimondo - ma a dire la verità non lo sento un peso vero e proprio: è un ruolo indubbiamente delicato, mami fa molto piacere essere un punto di riferimento per i miei compagni di squadra. Inoltre sono un tipo a cui piace assumersi le responsabilità, di conseguenza la fascia, sebbene comporta onori ma soprattutto oneri, non la sento pesante».
Hai un lavoro fuori dal campo?
«Faccio il mediatore immobiliare, e sono contento di svolgere questo mestiere perché mi permette di conciliarlo abbastanza bene con questo sport. È una fortuna che non hanno in molti».
I tuoi hobby quali sono?
«Forse sarò banale e noioso, ma il mio hobby resta sempre il calcio: quando non lavoro e non gioco in prima persona, seguo tutte le categorie calcistiche; dalla serie A alla terza categoria».
Hai un progetto extracalcistico in particolare?
«Penso soprattutto a realizzarmi come persona sia nel lavoro che nella vita sociale. Mi piacerebbe farmi una posizione e chissà magari andare a convivere con la mia ragazza. Il calcio avrà sicuramente un posto di rilievo nelle mie scelte; ma essere realizzato come uomo è senza dubbio ancora più importante».
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