Il Tirreno

Prato

Una cordata svizzera per l’Ac Prato

di Pasquale Petrella
Una cordata svizzera per l’Ac Prato

Ma è pronta a versare subito solo 50mila euro e altri centomila in sei rate. Toccafondi: «Mi sembrano poco seri»

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PRATO. «Gestione tecnica della prima squadra e relativa area marketing, a fronte di una sponsorizzazione di euro 150.000. Per la gestione tecnica si intende la nomina del direttore generale, direttore sportivo, allenatore e staff tecnico prima squadra con annessi calciatori. Il pagamento della predetta somma verrà effettuato con le seguenti modalità: 50mila alla stipula del contratto di gestione e la rimanente somma con titoli a garanzia e relativo anticipo fatture degli sponsor in sei rate». Comincia così la proposta di acquisto dell’Ac Prato fatta per email e in forma volutamente anonima “Per riservatezza degli imprenditori interessati che si faranno conoscere in caso di accettazione della presente». La missiva è stata inviata all’Ac Prato già da qualche giorno. Ma chi c’è dietro l’email della bessport.

«Mi chiamo Tommaso, sono un allenatore professionista ed ho un’agenzia di intermediazione. Rappresento un gruppo di imprenditori molto importanti di fuori Prato che hanno idee molto chiare e molti soldi da investire». La forma anonima però non è garanzia di serietà. «In questo momento non posso dire né il mio cognome né i nomi degli imprenditori interessati al Prato – continua Tommaso – Nel calcio è sempre problematico esporsi quando si parla di compravendite. Posso solo aggiungere che gli imprenditori che rappresento sono svizzeri e che hanno già acquistato una società di Malta. Però sono interessati ad un club di Prima Divisione in Italia ed ecco perché stiamo cercando un approccio con la società del presidente Toccafondi». E come è arrivato a sapere che il Prato è in vendita? «Ha fatto da tramite Filippo Giusti, presidente della Sestese – continua Tommaso – Giusti è in contatto stretto da un paio di stagioni col Prato ed è stato lui a farmi presente questa opportunità che io ho girato a questa cordata di imprenditori svizzeri». Ma presentarsi offrendo cinquantamila euro subito ed altri cento in sei rate non le sembra poco convincente? «Nella proposta diciamo anche che, a fronte delle spese già sostenute dall’attuale dirigenza e cioè iscrizione al campionato e fideiussioni (640 mila euro circa ndr), i nuovi soci si accolleranno il 75 per cento degli oneri relativi alla gestione societaria per compensare lo squilibrio del primo anno a loro evidente favore». In questa proposta c’è la richiesta dell’acquisizione del 70% della società.

Il presidente dell’Ac Prato, Andrea Toccafondi casca dalle nuvole. Poi si informa coi collaboratori e dice la sua. «Intanto ho rimproverato i miei collaboratori perché avrebbero dovuto rispondere a quell’email per chiedere chi c’è dietro, anziché cestinarla ritenendola, così come la ritengo io, poco seria – dice il presidente biancazzurro – Questi signori hanno fatto un’offerta che non ha né capo né coda. Forse non sanno che l’Ac Prato è una società per azioni e che la sponsorizzazione è un’altra cosa. Se vogliono trattare il Prato, intanto devono presentarsi, poi devono avere i soldi ma non per me, per il Prato e quindi proporre un aumento di capitale. Se dicono di avere i soldi, acquistino le azioni del Prato mettendo subito dentro il capitale necessario. Così, una volta in società si fa un piano industriale e un programma di lavoro. Questi signori non credo abbiano ben chiara la situazione. Così come non sanno che la squadra è già qausi fatta e fra qualche giorno va anche in ritiro».

Resta così ancora in stand by la domanda fatta dal presidente Andrea Toccafondi e rivolta alla città, ed in primis all’Amministrazione comunale, affinchè si trovi un acquirente o un socio (anche di maggioranza) per tenere il Prato fra la serie C e la serie B. Proposta che arriva alla vigilia della nuova stagione sportiva che non prevede retrocessioni ma che porterà ad una categoria unica di serie C per il 2014-15.

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