Attenzione
Calamai: «Sono stato ripagato per le mie scelte»
PRATO. Il presidente Calamai è difficile da vedere tra il pubblico delle partite. «E' una mia scelta, resto in disparte perché così riesco a seguire con maggior concentrazione la partita. A Roma...
PRATO. Il presidente Calamai è difficile da vedere tra il pubblico delle partite. «E' una mia scelta, resto in disparte perché così riesco a seguire con maggior concentrazione la partita. A Roma quando ho capito che avevamo la vittoria in pugno è stata un'emozione bellissima; sentire il pubblico cessare il tifo che fino ad allora aveva fatto da sottofondo è stata una sensazione bellissima».
«Dopo la sconfitta ai playoff dello scorso anno proprio nella stessa piscina – prosegue il presidente - ho provato una grande soddisfazione per aver fatto la scelta di cambiare allenatore. Alcune nostre atlete hanno smesso di giocare sfruttando questa scusa, ma di fatto avevano già preso prima questa decisione, comunicandola proprio a me. Questa cosa ci ha portato a un clima molto teso e passare in A1 è stata una rivincita per me che ho potuto dimostrare che la società non si basava soltanto su quelle atlete. Lo scetticismo c'era ma io ho creduto da subito nelle potenzialità della società e ho avuto ragione».
Gli impianti sportivi per una città come Prato sono sottodimensionati, questa non è una novità. Di cosa avreste bisogno adesso? «C'è il progetto di ampliamento di via Roma presentato dal Coni che la nostra promozione potrebbe accelerare. Il problema però non è l'impianto quanto piuttosto gli spazi acqua perché dobbiamo dividerli con tutte le altre realtà. Tutti hanno bisogno dei loro spazi ma una squadra di A1 per arrivare almeno a metà classifica ha bisogno di due allenamenti al giorno. Quest'anno ci siamo dovuti far ospitare più volte negli altri impianti. Un altro problema sono i costi: un campionato nella massima serie costa almeno il triplo rispetto all'A2.
Avete in programma di prendere nuove giocatrici? «Sicuramente sì. Per giocare nella massima serie avremo bisogno di rinforzi, ancora nulla di preciso. Abbiamo delle giocatrici molto giovani, le più piccole hanno sedici anni, per questo dobbiamo integrare il gruppo con professioniste di maggior esperienza».
«Finalmente abbiamo la possibilità di dimostrare qualcosa di importante all'Italia intera» conclude Calamai. (f.c.)
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