Il Tirreno

Prato

Cavalieri, che gruppo fantastico

di Riccardo Tempestini
Cavalieri, che gruppo fantastico

De Rossi saluta la città dopo aver allenato sempre ad alti livelli sfiorando per due volte lo scudetto

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PRATO. Archiviato con tanto rammarico anche questo campionato, ecco l’ultima intervista come allenatore dei Cavalieri ad Andrea De Rossi, ora tecnico del Rovigo. Prima di tutto perché la sconfitta con il Mogliano, una squadra battibile, se i cavalieri…

«Non riesco ancora a credere che abbiamo perso….si dice che le sconfitte alla fine servano anche a crescere e ad imparare dai proprio errori….per ora non trovo niente di utile in questa sconfitta.. tornando alla domanda i se e i ma non servono a niente, Mogliano a giocato meglio il primo tempo, hanno fatto meta, creato gioco e soprattutto ci hanno messo in difficoltà nell’uno contro uno. Poi il secondo tempo li abbiamo messi sotto pressione, ma non siamo stati fortunati, sia con le scelte di gioco che con le decisioni arbitrali, in più va ricordato che dopo pochi minuti è uscito Majestorovic .Insomma perdere una finale in casa brucia molto!». Meta o non meta all’ultimo minuto. Dopo aver visto le riprese tv, come giudichi la decisione del Tmo e la non decisione dell’arbitro Vivarini?

«Vivarini non ha arbitrato bene, può capitare, e comunque rimane un mio giudizio, qualcuno parla di malafede o complotti, questo lo nego a priori, mi è sembrato invece molto in confusione e la scelta finale di chiamare il TMO lo dimostra ancora di più. Dalle riprese sembra che lui sia in un ottima posizione per poter decidere se sia meta o no, quindi se non sei sicuro fai continuare a giocare e dopo chiedi la prova, così facendo hai demandato una decisione importantissima a Damasco che non l’ha giudicata meta. Per me lo era o comunque credo sia più difficile non darla che darla».

E ora il consuntivo di 7 anni a Prato, gioie e dolori dentro e fuori il Chersoni?

«Per fortuna dolori pochissimi, certo perdere due finali è un po’ doloroso come lo è stato fallire la promozione dalla serie A al super 10…dipende una come ha la soglia del dolore. !Per il resto sono stati 7 anni bellissimi fatti di un crescendo sportivo incredibile, sostenuto da altrettante persone incredibili. Abbiamo iniziato io e Fabio Gaetaniello con una gestione direi abbastanza amatoriale e molto familiare che ci ha permesso comunque di raggiungere l’Eccellenza e vincere addirittura la prima partita di coppa Europa. Per poi finire questi due anni con Filippo e raggiungere due finali, siamo cresciuti molto nella programmazione e nella organizzazione, nella disciplina e nella mentalità, abbiamo creato un gruppo di giocatori fantastici ,e sono molto dispiaciuto che finisca così».

Lasci Prato per Rovigo, una piazza che non perdona nulla, e invece qui, tifosi e stampa sempre con te……

«Chi fa il mio lavoro è normale sia soggetto a critiche. Rovigo è una piazza molto calda e difficile e credo sarà una bella sfida, speriamo di riuscire a creare un clima amichevole anche lì come abbiamo fatto a Prato».

Un ultimo saluto a Prato ovale…

«Il saluto è grande e lungo 7 anni indimenticabili. Grazie ai preparatori e fisioterapisti Tommaso Boldrini, Luis Otano, Riccardo Lenzi e Alessandro Bocedi, Charls, il centro Diagnosis, i gestori della pizzeria Giancarlo e Alessandro, il cuoco ultrà Alessio e Miriam e Anna le due super cameriere. Grazie agli Allupins,i nostri supporter, ai custodi Carlo e Francesco, ai fotografi Daniela ed Enrico, a Monia e Federico Oggioni, agli accompagnatori Roberto “il lupo”, Renato e Jose, a Maurizio Sanesi e al tuttofare Stefano, agli amici Toci, Batteria, Licio, Emilian, Nicola, alla vecchia dirigenza, Cioffo, Gori, Tomberli, Parisi, Crestini, alla stampa Tempestini e Mazzoni, al presidente Fabrizio Tonfoni ed infine a Gabriele Lai, la persona più importante per me».

Ieri la Erc ha comunicato le fasce della prossima Amlin cup e i Cavalieri sono in terza fascia, mentre il Mogliano campione d’Italia in quarta, ma per regolamento non saranno inseriti nello stesso girone.

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