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«Qui non ci sono riserve e lo abbiamo dimostrato»

«Qui non ci sono riserve e lo abbiamo dimostrato»

Cavalieri a testa alta a Le Mans con lo Stade Francais: il commento di De Rossi «Ragusi all’apertura ha fatto bene, ma ora bisogna pensare al campionato»

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PRATO. Dagli studi di Sky a Milano, dove commenta le partire di Heineken Cup, Andrea De Rossi, tecnico dei Cavalieri, risponde alla consueta intervista settimane, stavolta dopo la sconfitta «a testa altissima» a Le Mans contro lo Stade Francais per la Amlin Cup. Giro del campo finale e tanti applausi dai francesi, di solito non certo teneri con gli italiani. Come mai? «Può sembrare strano festeggiare quando si perde, ma quando hai di fronte una prima squadra, non le riserve, di un altro pianeta, ti trovi di fronte a 18.000 mila persone e riesci a tenerla alle corde fino al 75’, beh, vuol dire che un giro di campo ce lo possiamo anche meritare e il pubblico francese ha capito e ha la competenza di capire quanto sacrificio, impegno, grinta e determinazione abbiano messo in campo i ragazzi di una squadra che fino a qualche ora prima risultava semisconosciuta».

Una gara da manuale, anche senza tanti titolari, come mai?

«Abbiamo sempre detto di non avere due squadre e oggi c’è stata un’ulteriore conferma, forse proprio questa è la forza di questo gruppo».

Tanti felici “debutti” europei, ma Ragusi all’apertura la prima volta è stato sicuramente il più eclatante. Di nuovo come mai?

«Come tutti i ragazzi giovani devono essere usati con intelligenza e coerenza, in effetti con Simone è stato più un obbligo per il forzato riposo a Vezzosi e l’infortunio di Frati, lui è stato molto bravo nel gestire l’emozione e a scrollarsi di dosso la tensione e responsabilità della partita è sembrato a tutti un giocatore tutt’altro che debuttante. Vuol dire che adesso abbiamo un’ulteriore alternativa all’apertura, meglio per tutti».

Troppo presto parlare di scudetto, ma con queste prestazioni europee, chi può battere i Cavalieri in campionato?

«Si sa che tornare a giocare in Italia è un’altra cosa, quindi dobbiamo essere bravi a non adattarci al ritmo degli avversari e continuare ad essere efficaci in difesa e soprattutto mantenere i calci di punizione sotto i 10. Poi sappiamo che se non giochiamo sempre al 100% possiamo perdere con chiunque».

Tu sei stato un grande giocatore, puoi spiegarci cosa vuol dire giocare in casa dello Stade Francais, contro tanti campioni, compreso il capitano della nazionale italiana?

«E’ questione di cosa vuoi fare da “grande”… come abbiamo detto ai ragazzi sia io che Filippo, questi sono i momenti più belli del nostro sport e dobbiamo ritenerci dei privilegiati a poterlo fare e soprattutto viverlo come una gioia e non come un peso, giocare con grandi campioni deve stimolare e pensare che se ci giochi contro, forse un giorno potrai giocarci insieme».

Sabato a Padova è d’obbligo la vittoria. Lo prometti?

«Lo prometto, peccato io non giochi».

Riccardo Tempestini

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