Proteste
Covelli e Tortoli sperimentano il calcio giovanile professionistico
PRATO. Non sono più interpreti dei Provinciali pratesi ma è proprio in queste categorie che Emanuele Covelli e Tommaso Tortoli hanno posto le basi per guadagnarsi una chiamata dal Prato e disputare...
PRATO. Non sono più interpreti dei Provinciali pratesi ma è proprio in queste categorie che Emanuele Covelli e Tommaso Tortoli hanno posto le basi per guadagnarsi una chiamata dal Prato e disputare quest’anno il girone degli Allievi B di Merito su Firenze.
Entrambi prodotti della Scuola Calcio del Coiano Santa Lucia, hanno segnato 2 reti il primo e 3 il secondo e si stanno conquistando sempre più spazio nella rosa del tecnico Fabio Bovolenta. Nella nostra intervista di coppia risponderanno ad una sola voce, così come comune per entrambi è l’obiettivo di fare un esperienza importante a Prato. Qual è stato l’impatto con il mondo professionistico e quali sono le differenze più sostanziali con quello provinciale?
«L’impatto è stato buono. Certo, ci sono molte più regole da seguire ma niente di così complicato. Gli allenamenti sono invece la differenza più evidente: il carico di lavoro è maggiore ma è giusto che sia così».
A livello personale sentite maggiori pressioni quando scendete in campo?Avvertite la responsabilità?
«Prima della gara un po’ di tensione c’è sempre ma appena scendiamo in campo ci concentriamo solo a fare il meglio della squadra cercando di divertirci». Cosa significa per voi questa esperienza? Un punto di arrivo? Sareste disposti a fare ulteriori sacrifici per inseguire il vostro sogno di calciatori? E qui rispondono quasi all’unisono «E’ un punto di partenza. Vogliamo imparare il più possibile per continuare a crescere e se ci saranno da fare dei sacrifici, bè non lo saranno perché il nostro sogno è arrivare quanto più in alto possibile e non c’è niente che non faremmo per riuscirci».(t.c.)
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