Il Tirreno

Prato

Crisanto, dalla Galcianese alla Roma e alla Nazionale

di Tommaso Caramelli
Crisanto, dalla Galcianese alla Roma e alla Nazionale

Il giovane portiere pratese è appena stato convocato nell’Italia Under 15 «Sono molto contento anche perché voglio diventare un professionista»

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PRATO. Per Lorenzo Crisanto, primi calci nella Galcianese, poi alla Fiorentina e adesso Roma, è arrivata la chiamata in Nazionale nell'under 15 di Francesco Rocca.

Grande soddisfazione per il portiere pratese reduce con la sua Roma della bella vittoria in campionato a Foligno. L’arrivo della magli azzurra mentre si sta indossando quella di una società di grande spessore come la Roma, vuol dire una cosa sola: se c’è la determinazione e la costanza, nessun obiettivo è precluso per il futuro. E al giovanissimo pratese non manca certo l’ambizione visto che senza peli sulla lingua afferma che nel suo futuro vede solo e soltanto la professione del calciatore. Intanto però si gode questo nuovo traguardo, ovvero la chiamata in nazionale Under 15.

«Sono felice ed emozionato perché la convocazione era nell'aria ma averne la certezza è tutta un'altra cosa».

Come ti trovi a Roma?

«Benissimo. Vivo al Convitto di Trigoria e le mie giornate trascorrono tra la scuola, frequento l'istituto di Ragioneria Camilli ad Ostia e il campo di gioco. Un full immersion nel mondo del calcio che per adesso adoro sia per le persone che ho conosciuto sia perché il mio sogno è diventare un calciatore e questa esperienza è molto importante».

Eri a Firenze, qualche differenza tra la Fiorentina e la Roma?

«Prima di tutto vorrei ringraziare Stefano Cappelletti che mi ha voluto a Firenze e vorrei fare i migliori auguri ai miei ex compagni. Devo poi dire che qui a Roma con mister Leonardi sto completando il mio bagaglio personale sia riguardo la tecnica che riguardo la parte atletica».

E' mai capitato che Zeman o qualche altro rappresentante della Prima Squadra sia venuto a vedervi?

«Quando loro sono in ritiro e noi giochiamo in casa al mattino vengono spesso a vederci e non trovo le parole per spiegare l'emozione che suscita l'attenzione di mostri sacri come il maestro Zeman, Totti, De Rossi o Osvaldo».

Ed è facile anche comprendere quanto sia facile poi per ragazzi che, come Lorenzo Crisanto, hanno avuto la fortuna di trovarsi fra quei pochi eletti ad essere oggetto di attenzione di questi grandi campioni, finire per diventare a loro volta dei campioni.

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