Il Tirreno

Prato

Prato, la squadra c’è Assorbite le assenze degli infortunati

di Pasquale Petrella
Prato, la squadra c’è Assorbite le assenze degli infortunati

Ora bisogna battere il Latina domenica prossima e risolvere il problema dell’ingresso dei tifosi allo stadio

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La Campania porta bene? Dopo Sorrento anche Benevento capitola contro i biancazzurri ma non si tratta di una questione regionale. Il fatto certo è che questa squadra ha dei numeri per poter far bene. Mai come quest’anno Paolo Toccafondi e Ciccio Esposito sono riusciti a formare una squadra competitiva fin dall’inizio della stagione. Non solo ci sono giocatori d’esperienza di qualità bensì anche i giovani arrivati sembrano prime scelte. Insomma la sensazione avuta fin dall’inizio sembra quella giusta anche se nel mezzo ci sono state le cadute, anche rovinose come quella a Carrara, o poco convincenti come contro il Gubbio. Mister Esposito deve riuscire a plasmare ancor di più questa formazione e nessun traguardo può essere precluso. La fase di rodaggio è stata abbondantemente superata ora i biancazzurri devono solo riuscire a trovare continuità di risultati e un primo vero banco di prova arriva proprio domenica prossima quando al Lungobisenzio arriverà il Latina, società ambiziosa che naviga nei quartieri alti della classifica e che ieri sera, nel posticipo serale di campionato, se l’è vista contro il Perugia.

Il ritorno in squadra di Basilico da una parte e la capacità della formazione di assorbire senza danni le assenze in contemporanea per infortunio di Lamma e De Agostini, pilastri storici della difesa laniera, sono due ulteriori elementi che stanno ad indicare che il potenziale a disposizione del tecnico è notevole. Adesso occorre anche che ci sia il tifo a dare una mano. Certo, con le incredibili misure di sicurezza che solo a Prato vengono poste in essere costringendo i tifosi biancazzurri a fare il giro dal ponte Petrino per poter accedere allo stadio diventa davvero difficile avere la grande folla tutte le domeniche che la squadra gioca in casa. Itifosi non solo sono obbligati ad entrare dal lato opposto a quello tradizionale, ma sono costretti anche a cercare un parcheggio di fortuna alel loro autovetture visto che non c’è neppure un parcheggio che li possa accogliere nella zona. Cosi, per i tifosi ospiti, normalmente poche decine, viene lasciato l’ingresso migliore, ovvero quello dalla parte della stazione ferroviaria con ampi parcheggi nel raggio di poche decine di metri. Ha senso tutto questo? Chi riuscirà a mettere un pò d’ordine?

Anche dalla soluzione di questo problema dipende l’afflusso più o meno numeroso di tifosi sugli spalti. Quando c’è l’avversario di grido o la posta in gioco è super importante allora il sacrificio del giro lungo lo fanno in tanti ma quando l’avversario è modesto o non c’è una grande importanza del risultato ai fini della classifica allora anche un piccolo sacrificio può rappresentare la molla per far desistere dal partecipare. Ed ecco giustificati i numeri bassi della tifoseria al Lungobisenzio. A quando un altro stadio?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa