Il dolore
Marchese: «Marta ed Elisa sono modelli da seguire per i giovani»
PRATO. Con grande entusiasmo e calorosi applausi gli alunni della scuola media Ser Lapo Mazzei e elementari, Filzi e Cesare Guasti, hanno accolto ieri le due “farfalle azzurre”, Marta Pagnini e Elisa...
PRATO. Con grande entusiasmo e calorosi applausi gli alunni della scuola media Ser Lapo Mazzei e elementari, Filzi e Cesare Guasti, hanno accolto ieri le due “farfalle azzurre”, Marta Pagnini e Elisa Blanchi, in visita all’istituto di via del Seminario.
Le due atlete della ritmica, bronzo agli ultimi Giochi Olimpici, si sono intrattenute per un’ora nella palestra della scuola mettendosi a disposizione della folta platea di ragazzi, proponendo alcuni esercizi con la palla e la corda e rispondendo alle loro curiose domande.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Prato, dall’ufficio scolastico provinciale e dalla società Ginnastica Etruria, è stata una bella occasione per conoscere da vicino due campionesse e scoprire dalla loro testimonianza diretta i segreti per diventare abili nello sport. La dirigente dell’istituto, Luciana Marchese, ha fatto gli onori di casa congratulandosi con le due ginnaste e indirizzando un messaggio di incoraggiamento agli studenti: «Marta Pagnini e Elisa Blanchi ci devono servire come modello, su come con impegno, studio e buona volontà si possono raggiungere importanti successi – ha detto – Così giovani e così brave, ragazzi, vi servano come valore aggiunto per capire come, passettino dopo passettino, si possono raggiungere ottimi obiettivi nel futuro».
Accanto alla preside erano presenti l’assessore comunale allo Sport Matteo Grazzini, la presidente della società sportiva Maria Grazia Ciarlitto e il professore Andrea Nuti. Da lui è partita anche una domanda alle atlete per capire se il grande impegno per questo sport le ha private del loro tempo libero. Unica la risposta di Marta e Elisa, convinte di non avere perso del tempo per la ritmica e di essere felici di aver fatto questo percorso per arrivare fino ai successi di oggi.
Per loro, otto ore di allenamento al giorno, suddivise tra corsa, stretching, danza classica ed esercizi per le gare, un lavoro vero e proprio a cui aggiungono anche lo studio universitario, a distanza, per ottenere anche un ulteriore titolo di studio quando un domani si troveranno a lasciare l’attività agonistica.
Per il momento però non se ne parla e la preparazione continua con grande tenacia, con l’ambizione di tornare di nuovo ad esibirsi sulla pedana olimpica tra quattro anni, a Rio de Janeiro.
Al termine della visita, i bambini hanno accerchiato le atlete e, loro, come due vere star, si sono messe a firmare autografi.
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