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Navanzino nei regionali ha colto il primo successo

Navanzino nei regionali ha colto il primo successo

POGGIO A CAIANO. Da quattro anni sulla panchina degli juniores del Poggio, quest'anno il mister Giacomo Navanzino guida per la prima volta i medicei nel campionato regionale dopo aver vinto i...

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POGGIO A CAIANO. Da quattro anni sulla panchina degli juniores del Poggio, quest'anno il mister Giacomo Navanzino guida per la prima volta i medicei nel campionato regionale dopo aver vinto i provinciali la scorsa stagione. Per il momento l'avvio è stato positivo: nelle prime quattro giornate una sola sconfitta (a Calenzano) due pareggi e, sabato, la prima vittoria con il più quotato Jolly Montemurlo, vicecampione di Toscana in carica. «Nelle altre due partite vincevamo e ci siamo fatti raggiungere; stavolta siamo stati più bravi, reggendo fino in fondo. Bene così, ma la strada è ancora lunga e la categoria è molto difficile». Sul gruppo e le potenzialità della sua squadra, che quest'anno lotterà per la salvezza, il tecnico spiega «A livello di affiatamento c'è grande sintonia. Questo gruppo gioca insieme ormai da tre anni, e per questo non ci sono problemi in termini di coesione. La cosa che più mi preoccupa è il doversi calare nella mentalità del regionale, che è tutta un'altra cosa rispetto al provinciale. Per questo non vorrei che si esaltassero troppo dopo un avvio simile, perchè in questo campionato ogni squadra può farti male e i cali di concentrazione non sono mai ammessi». Mister Navanzino ha iniziato ad allenare nel 1984 con le giovanili della Zenith. Da allora la sua carriera si è snodata tra qualche esperienza nei dilettanti (prima e seconda categoria) e tanto settore giovanile, dai pulcini agli juniores, dai provinciali ai regionali. Viene dunque spontaneo chiedere un confronto tra il calcio di oggi e quello di ieri. «A livello tecnico, il calcio di oggi si gioca a ritmi molto più elevati. Per questo il buon calciatore oggi si giudica dalla velocità con la quale gestisce il pallone, che oggi si è molto ridotta a causa dell'eccessivo pressing." Ma la differenza non è solo sul piano tecnico: "nel calcio di prima c'era più rispetto dei valori dello sport, oggi è tutto più esasperato, dal risultato al rapporto tra giocatori e mister e tra avversari».

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di Redazione web