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Prato

«Quella dell’Hd è una richiesta indegna»

«Quella dell’Hd è una richiesta indegna»

L’assessore allo Sport Grazzini si prende le sue colpe, ma passa al contrattacco: altre società sono state trattate meglio

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PRATO. In serie D per colpa dell’Hd, cioè dell’alta definizione televisiva. E’ questa la sorte che potrebbe toccare al Prato se la Lega Pro non tornerà sulla sua decisione di non ritenere valida l’iscrizione al prossimo campionato di Prima divisione. L’ostacolo, come detto, è l’impianto di illuminazione, che dovrebbe garantire una potenza di 500 lux per consentire le riprese delle partite (massimo due) della Rai in Hd.

Assessore Matteo Grazzini, lei ha la delega allo Sport. Di chi è la colpa?

«Certamente non del Prato. Se le cose andranno in una certa maniera sarà colpa mia, ma...».

Ma?

«Ma aggiungo che questa richiesta dei 500 lux mi sembra indegna, coi tempi che corrono. In certi punti della provincia di Prato, per esempio a casa mia a Vaiano, l’alta definizione Rai nemmeno arriva... La Lega voleva che i fari fossero pronti entro il 25 giugno e non sanno ancora che campionato faranno. Altre società avevano problemi simili ai nostri, penso al Viareggio che ha fatto una delibera generica, poi una perizia che ha garantito i 500 lux, penso alla Carrarese, che era messa male e ha risolto tutto con l’arrivo di Buffon...».

Ma perché aspettare fino all’ultimo? Non si poteva fare qualcosa prima?

«Per intervenire sulle torri faro avremmo dovuto comunque aspettare la fine del campionato, il cantiere non era compatibile con lo svolgimento delle partite. Il giorno dopo Prato-Piacenza il Prato ci ha ricordato la scadenza. Ed è vero che sapevamo dall’inizio dell’anno che non ci sarebbero state più deroghe sull’impianto di illuminazione. Abbiamo usato dei fondi, circa 200.000 euro, per interventi che ci sembravano più urgenti, senza contare che dal 2009 abbiamo speso quasi 800.000 euro sul Lungobisenzio».

Ora come pensate di uscire da questa situazione?

«Abbiamo fatto il bando per i lavori, con un avviso diretto a cinque ditte. Intanto il Prato farà il suo ricorso, che sarà deciso il 19. Noi ovviamente siamo in grado di adeguare l’impianto prima dell’inizio del campionato, ma tutto dipende dalla Lega. Se accetterà il ricorso del Prato bene, altrimenti...».

Altrimenti sarà serie D. Lei da tifoso, ancora prima che da assessore, come la vive?

«Con rabbia e tristezza. Detto che il problema non è nato quest’anno, la vivo come un altro esempio di sudditanza verso altre realtà. Di fatto ha lo stadio a norma solo chi ha fatto la serie A o la serie B».

Che cosa si devono aspettare i tifosi che hanno sofferto fino alla fine del campionato per conquistare una salvezza che ora potrebbe diventare carta straccia?

«Devono aspettare l’esito del ricorso del Prato. Noi come Comune abbiamo preso un impegno scritto e faremo la variazione di bilancio. Se poi la Lega non si fida, sarà un problema enorme e il Prato andrebbe in serie D senza che la società abbia alcuna colpa».

Un esito a cui nessuno al momento vuole pensare, sperando che come al solito finisca tutto a tarallucci e vino.

Paolo Nencioni

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