Finanza
Prato, respinta l’iscrizione
Rischio Dilettanti per i biancazzurri a causa dell’inadeguatezza del Lungobisenzio, pronto il ricorso
PRATO. La domanda di iscrizione al campionato di Prima Divisione dell’Ac Prato non è stata accettata. Il rischio è che la società scompaia dal calcio professionistico.
I timori della dirigenza biancazzurra, espressi già da qualche settimana in maniera pubblica, si sono concretizzati l’altra sera quando, poco prima della mezzanotte, sul fax della società è arrivata la decisione presa dalla commissione sui criteri infrastrutturali e organizzativi della Lega che comunicava che la domanda di iscrizione era stata respinta perchè lo stadio Lungobisenzio non è fornito di un impianto di illuminazione con una potenza di 500 lux, così come richiesto dalla Lega per il campionato di Prima Divisione. Potenza necessaria per permettere le riprese in Hd da parte della Rai. Un requisito indispensabile che la Lega aveva provveduto a comunicare alle società più di sette mesi fa. «E che noi abbiamo girato immediatamente con raccomandata all’amministrazione comunale», sono pronti a dichiarare all’Ac Prato.
Ma, da allora, nulla è stato fatto e adesso c’è il rischio concreto che la società e i suoi tifosi ne paghino le conseguenze.
L’assessore allo sport, Matteo Grazzini, nei giorni scorsi aveva detto che c’è una delibera con cui la giunta si è impegnata a fare una variazione di bilancio nel prossimo consiglio comunale di mercoledì 18, per reperire i centoventimila euro necessari per potenziare le torri faro. La delibera di giunta accompagnata da una lettera dello stesso sindaco Roberto Cenni che la sosteneva sarebbero state inviate già da diversi giorni in Lega. Evidentemente però, per ora non sono servite.
«Da parte nostra abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare per essere in regola - dicono nella dirigenza biancazzurra - Abbiamo pagato i trentottomila euro per l’iscrizione, abbiamo dato la fidejussione per seicentomila euro, abbiamo superato l’esame della Covisoc per quanto riguarda la situazione fiscale e finanziaria. Insomma noi come società siamo in regola, se siamo in questa situazione non è colpa nostra». Non si spingono oltre in casa biancazzurra ma è chiaro ed evidente che c’è una aperta polemica con chi è stato informato oltre sei mesi fa che quei lavori erano indispensabili e che quei lavori non ha ancora fatto. L’Ac Prato adesso dovrà presentare ricorso contro la sua esclusione. Ricorso che prevede, fra l’altro, una cauzione di novemila euro. Nel ricorso dovrà essere indicata l’eventuale nuova sede di gioco nel caso lo stadio Lungobisenzio non venisse adeguato in tempo e, soprattutto verrà specificato che una società come il Prato che negli ultimi venti anni non ha mai avuto vertenze da parte dei propri dipendenti, che non ha mai avuto punti di penalizzazione per irregolarità varie, non può essere estromesso dal calcio professionistico.. per colpe altrui. Se il Consiglio federale userà il buonsenso non dovrebbero esserci problemi, ma se l’indicazione ed il termine fossero ripresi come perentori allora...
Il 16 la sentenza.
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