La manifestazione
La Covisoc resta in silenzio e il Prato non è tranquillo
A causa dell’inagibilità del Lungobisenzio i rischi sono o la non iscrizione o l’emigrazione a Grosseto o Firenze per poter giocare le partite casalinghe
PRATO. Era attesa per ieri sera la decisione della Covisoc sull’idoneità delle domande di iscrizione ai campionati di Prima e Seconda Divisione. Ed invece la serata è trascorsa senza alcuna notizia ufficiale.
Sul fronte dell’Ac Prato non è stata una giornata serena. Ad un certo punto si era sparsa addirittura la voce che la società biancazzurra fosse stata esclusa per colpa dello stadio inagibile. Poi, invece, notizie più confortanti: società iscritta ma partite casalinghe da giocare in un altro stadio. Livorno, dato come prima scelta alternativa al Lungobisenzio, è stato bocciato, quindi sono maturate le candidature di Grosseto e Firenze. Ma è emersa anche la forte spinta da parte dell’Amministrazione comunale di Prato per convincere la Federcalcio sulla veridicità della volontà di voler mettere a norma lo stadio Lungobisenzio prima dell’inizio del campionato previsto per il 2 settembre. C’è bisogno di una variazione di bilancio per recuperare i soldi necessari e il consiglio comunale in cui sarà possibile farlo è previsto per mercoledì della settimana prossima. E dovrà essere un impegno di spesa che molto probabilmente andrà oltre quanto preventivato per la sola messa a norma dell’impianto di illuminazione. La questura infatti avrebbe chiesto altri lavori di consolidamento delle strutture di sicurezza così da meglio dividere le opposte tifoserie. Insomma non sarà una partita facile per la società biancazzurra ma non lo sarà neppure per la Covisoc e per la Figc che potrebbero rivoluzionare completamente il volto della Lega Pro facendo un’unica categoria di serie C con tre gironi e con un massimo di 66 società. In questo caso non saranno pochi i problemi da risolvere a cominciare dalla fidejussione che per la Prima Divisione ammonta a seicentomila euro (che il Prato ha già presentato) e per la Seconda Divisione che ammonta alla metà. Ma prima di arrivare a questo secondo step, c’è bisogno che oggi la Covisoc sciolga gli ultimi dubbi in vista del 19 quando la Figc comporrà i gironi.
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