Sicurezza
C’è Italia-Germania Tutti a tifare per Diamanti
Il nonno, Rodolfo Becheri: «Molti dicono che partirà titolare al posto di Cassano Io sono sicuro che Alessandro sarà ancora decisivo come contro l’Inghilterra»
PRATO. Potrebbe partire titolare. Dovrebbe prendere il posto di Antonio Cassano. Ma potrebbe anche rimanere in panchina e magari entrare nel secondo tempo ed essere decisivo come lo è stato contro l’Inghilterra. Una cosa è certa, Alessandro Alino Diamanti ha ormai rotto il ghiaccio con la Nazionale e il suo nome corre in ogni intervista che riguarda gli addetti ai lavori quando parlano di una probabile formazione che Cesare Prandelli dovrebbe schierare per battere la Germania ed accedere alla finale per il titolo dell’Europeo.
«Mi ha chiamato e mi ha detto: nonno, sono in gloria, sono felice, sto bene. Non mi creare preoccupazioni per le tue dichiarazioni. Ed io sono felice per lui ma quei sassolini dovevo togliermeli dalle scarpe perchè non si può passare dalla tribuna in serie B alla maglia da titolare in serie A», nonno Becheri è ancora un fiume in piena per quel nipote «che ha in gran parte riempito quel vuoto che ho avuto per la morte di mio figlio».
E per il match di stasera lo vede titolare. «Tutti lo dicono che dovrebbe partire titolare - continua Rodolfo Becheri - Io sono tranquillo, guarderò la partita a casa mia con mia moglie e so già quali sono i valori di Alessandro e che merita di giocare da titolare. Così come già sapevo che avrebbe calciato l’ultimo rigore contro l’Inghilterra perchè lui li ha sempre calciati e li ha sempre segnati. Non poteva sbagliarlo». Intanto il padre Luciano potrebbe partire stamattina per Varsavia per raggiungere la nuora. «Sì, lui fa su è giù di continuo e credo proprio che potrebbe andare a Varsavia per seguire anche questa partita», conclude nonno Becheri. Intanto la febbre dei pratesi cresce di pari grado con quella di tutti gli italiani e se l’Italia dovese vincere questo Europeo sarà grande festa davanti all’abitazione della famiglia di Alino. A Paolo Rossi nel 1982 distrussero la recinzione di casa... «Non mi preoccupo di quello - conclude nonno Rodolfo - Quelli con i quali dovrò scontrarmi sono quelli del Comune che a suo tempo hanno ricevuto 50 milini di vecchie lire per il campo del Santa Lucia e a me non sono mai arrivati. Io ho speso di tasca mia 480 milioni di lire per fare l’impianto e quegli altri 50 li avrei spesi per fare un’ottima recinzione».
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