Sicurezza
Anzà: «Deferito sì, condannato no»
L’ex ciclista professionista chiede di non essere processato sulla stampa
CARMIGNANO. «Durante l'unica perquisizione dei Nas da me subita in merito alle indagini portate avanti dalla Procura della Repubblica di Massa non è stata riscontrata in casa mia nessuna sostanza non consentita. Smentisco, dunque, categoricamente quanto affermato su alcuni organi di stampa». Con queste parole Santo Anzà, l'ex ciclista professionista che da 15 anni vive a Carmignano, vuole precisare la propria posizione in merito alla vicenda che lo vede quale indagato dalla procura di Massa e deferito dall'Ufficio procura antidoping del Coni al Tribunale nazionale antidoping dello stesso Coni.
«Precisando che il deferimento è una semplice richiesta e non certo una condanna», continua l’ex ciclista professionista che chiede con grande determinazione di non essere giudicato e magari condannato sui mezzi di informazione ancor prima che ci sia un processo che dovrà stabilire se è colpevole o meno.
«Rivendico perlomeno il rispetto della presunzione di innocenza», conclude Santo Anzà che verrà ascoltato dal tribunale nazionale antidoping il prossimo 28 giugno.
L’ex ciclista professionista ha avuto la perquisizione della propria abitazione una sola volta - come lui stesso dichiara - sarebbe avvenuto nell’estate scorsa e «gli investigatori non hanno trovato alcuna sostanza illecita», sottolinea sempre il carmignanese Anzà. La presa di posizione del ciclista è tanto più determinata quanto più è ormai vicina l’udienza davanti al tribunale nazionale antidoping. Trovarsi sotto i riflettori mediatici come un potenziale responsabile di aver fatto uso di sostanze dopanti, quando al momento attuale c’è solo e soltanto il deferimento al tribunale antidoping non può certo aver fatto piacere a Santo Anzà ed è per questo che ha deciso in maniera netta di prendere posizione e chiedere il giusto rispetto per la sua persona che aspetta con serenità di essere ascoltato dai giudici e che tiene a ribadire che nella perquisizione fatta nella scorsa estate nella sua abitazione di Carmignano «non è stata trovata alcuna sostanza illecita». Il 28 giugno la pubblica accusa dovrà portare tutte le proprie prove per motivare il deferimento e Santo Anzà, col proprio legale porterà tutto ciò che ha a propria disposizione per dimostrare la propria innocenza per quel deferimento che affronterà come ex tesserato, non essendo più iscritto alla Federazione italiana ciclismo e quindi è anche fuori da certe logiche.
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