Il Tirreno

Prato

Con lo skateboard lungo la pista di Berlino

di Pasquale Petrella
Con lo skateboard lungo la pista di Berlino

Nuova impresa in solitaria di David Ceccarelli che ha percorso 180 km seguendo il vecchio confine fra le due Germanie

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PRATO. Compie un’altra impresa e torna a far parlare di sè David Ceccarelli che ormai da qualche anno si diletta nelle sue lunghe e particolari escursioni sui sentieri di mezza Europa. Dopo l’attraversamento della Lapponia, la traversata del Galles e dopo essere stato l’anno scorso il primo italiano a percorrere il Pennine Way in solitaria e in autosufficienza dalla cittadina di Edale in Inghilterra a Kirk Yetholm in Scozia, il giovane pratese si è cimentato con la pista del muro di Berlino utilizzando un mezzo di trasporto del tutot particolare:lo skateboard.

« Die Berliner Mauerweg ovvero la pista del muro di Berlino è un viaggio a ritroso, nel trentennio della Germania divisa, di circa 180 chilometri - racconta David Ceccarelli - Dai 155 chilometri originali di puro confine, i mutamenti urbani hanno allungato il tratto di altri venti chilometri. La pista percorre l'intero perimetro della vecchia Berlino Ovest, passando quindi dai quattro stati (Sovietico, Inglese, Francese e Americano) che si spartirono l'amministrazione di Berlino dal secondo dopoguerra in poi».

L’idea di percorrere questa pista è nata almeno un paio di anni fa. «Sì, covavo di fare questa esperienza particolare, dal sicuro forte impatto storico ed emotivo - dice Ceccarelli - Ho pensato di farlo con un mezzo che prediligo e ben si sposa all'attuale filosofia di cultura urbana: lo skateboard. Sotto tanti aspetti è un'icona 'vintage' del principio di rinnovamento metropolitano ecosostenibile, che permette comunque, uno spostamento celere sulle vie asfaltate». David Ceccarelli che ormai sta diventando molto famoso per le sue imprese sa anche abbinare le sue idee col marketing ed ecco che l’avventura è stata sponsorizzata da 'Undefeated' (Usa), 'Muckefuck' (Austria) e dall'azienda pratese di arti grafiche Graffio.

« In quattro giorni (dal 12 al 16 maggio ndr) ho coperto i 180 km di ciclabile». Ceccarelli ha realizzato anche un reportage che presto metterà on line sul sito www.kungsleden.it ed è previsto anche un confronto col pubblico in una libreria di Prato.

«Lontano dai fasti della bella Berlino, che anche troppo forzatamente sembra proporsi come 'capitale delle capitali europee', lontano dai bagliori di Potsdamer Platz, dai venditori tarocchi delle vecchie effigi comuniste, dai palazzi in vetro, dagli innumerevoli kebab e fast-food che segnano l'avvento di un consumismo veloce, irrefrenabile ma di incerta qualità - racconta il giovane pratese - Ho avuto modo di toccare con mano realtà differenti della Berlino di oggi. Aldilà dei famosi graffiti dell'East Side, dove troneggia, il famoso bacio fraterno tra gli ex leader comunisti della Germania Est e dell'Unione sovietica Erich Honecker e Leonid Brezenev, oppure la vecchia Trabiant (simbolo della meccanica automobilistica socialista) che sfonda il muro della libertà, vi sono palazzi occupati abusivamente da gruppi più o meno qualificati di 'punk a bestia post apocalittici', manifestazioni tra estremisti musulmani e forze di polizia accompagnati da pitbull esagitati, strade e case completamente 'abbrutite' da scritte mastodontiche che altro non sono che scarabocchi, se proprio c'è da trovar loro una definizione. Il tutto dà un'impressione di come qualcuno che abbia un sacco di cose da dire, ma alla fine non sappia bene da dove cominciare e si limiti ad urlare parole sconnesse a squarciagola».

«Viceversa, allontanandomi dal centro, seguendo la linea austera del muro, addentrandomi nelle silenziose campagne, seguendo fiumi e canali commerciali, oltre i classici 'casermoni' abitativi, attraversando la foresta di Spandau, ove spuntano i resti del muro, silenziosi e nudi come tombe, parlando con la gente del posto, come gli anziani che curano le ultime torrette di guardia sopravvissute, ora usate a metà fra un giardino, un centro di aggregazione sociale e un museo di rimembranza, dividendo una birra con alcuni avventori di un locale dalle parti di Treptow, ho avvertito un certo senso di 'galleggiamento malinconico in balia degli eventi che incombono' e tutto ciò ha un nome ben preciso; 'ostalgie' (Ost (est) e Nostalgie (nostalgia)). Un fenomeno che correlativamente ha ridato nuova vita anche ad alcuni prodotti dell'epoca socialista che nei primi anni dopo la caduta del muro erano scomparsi».

La pista del muro di Berlino è percorribile per circa il 70% sulle rotelle, per il resto, soprattutto quando ci si addentra nei boschi, o in alcune zone delle periferie c'è da scendere e godersela a piedi (ciò non vale se si usa una mountain bike).

«La differenza di paesaggi che si incontra è grande e di sicuro non ci si annoia mai - conclude Ceccarelli - Non vi sono particolari ostacoli tecnici, se non il reperimento di un posto dove dormire alla sera, soprattutto in alcune zone, ove l'ostello più gettonato è senz'altro la stazione. Un'avventura che lascia il segno se si ha la volontà di allontanarsi dalle luci abbaglianti del centro alla scoperta dei trascorsi storici scomodi e non troppo pitturati».

E’ appena tornato da questa avventura e David Ceccarelli sta già pensando alla prossima: «La prossima avventura dovrebbe essere la traversata dell'Islanda, da ovest a est assieme ad un ragazzo sordomuto che alleno da un paio d'anni» dice il pratese che ormai ha una linea diretta anche Oltreoceano dove viene seguito con particolare attenzione e i racconti dettagliati delle sue avventure vengono pubblicati su riviste specializzate.

Storia. Era il novembre dell'89, quando il muro di Berlino esalò il suo ultimo respiro preannunciato da settimane di disordini pubblici e dimostrazioni di massa che misero un nodo alla gola ai cardini governativi della Rdt (Repubblica Democratica Tedesca).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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