Il Tirreno

Prato

Cavalieri, che peccato Festeggia Calvisano

dall’inviato Pasquale Petrella
Cavalieri, che peccato Festeggia Calvisano

Il sogno scudetto sfuma a due punti dall’impresa sul campo lombardo ma i tuttineri hanno tentato la rimonta fino all’ultimo secondo

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CALVISANO. I Cavalieri ci hanno provato. Ci hanno messo il cuore e l'anima, ma non è bastato. Per lunghi minuti, soprattutto quelli finali, gli stessi che in passato hanno premiato il Calvisano, stavano per rivelarsi decisivi, e questa volta in favore dei Cavalieri. Ma la rimonta si è fermata a due punti dai lombardi: 16-14. Così il Calvisano festeggia il suo terzo titolo italiano ed i Cavalieri devono accontentarsi (si fa per dire) del titolo di vice campioni d'Italia. Un traguardo che oggi non fa esultare i pratesi ma sul quale fino a un anno fa forse in tanti avrebbero messo la firma.

Ma andiamo per ordine. I Cavalieri sanno di non avere nulla da perdere e partono forte. Da una touche con successiva rolling moule, Lunardi esce libero da avversari e s'invola sulla fascia per almeno venti metri prima di essere fermato. E' il segnale che i Cavalieri ci sono e vogliono giocarsela fino in fondo.

De Rossi e Frati hanno rivoluzionato qualcosa nel pacchetto di mischia rispetto al match di andata e anche la prima linea prova a sorprendere i pari ruolo che già pensavano di fare un sol boccone del giovane Lupetti in mezzo a Stefani e Borsi. Nel primo contatto, crollo della mischia ma il calcio di punizione è cotro il Calvisano. Peccato che non ci sia Wakarua perchè purtroppo la potenza del piede di Bocchino non è la stessa e l'occasione svanisce a un metro dai pali. Il mediano di apertura si rifà poco dopo portando in vantaggio i Cavalieri ancora su un calcio di punizione. Il Calvisano però non ci sta e al 21', dopo una serie di percussioni col pacchetto di mischia trova in Hehea il finalizzatore della meta con Vunisa ispiratore. I Cavalieri sbagliano azioni da manuale con Majstorovic e Nifo e i ragazzi di Cavinato ne approfittano con Palazzani che imposta al piede il rovesciamento di campo che porterà Griffen ad arrotondare il punteggio del primo tempo con un altro calcio di punizione per il 10 a 3.

La partita sembra stregata anche perché la ripresa comincia con un pacchetto di mischia pratese che pur presentando i veterani non riesce proprio a tenere testa agli avversari. Griffen è un cecchino infallibile e fa aumentare il vantaggio fino al 16-3. Ma anche i lombardi non sono impeccabili e quando Vunisa prende il cartellino giallo per un fallo i Cavalieri provano a far valere l'uomo in più. Bocchino centra per ben due volte i pali e la rimonta pare possibile. Ora dal raggiungere il Calvisano manca solo una meta.

I tuttineri trovano un paio di varchi nella difesa del Calvisano. Spingono ancora con belle azioni alla mano. Ed è il 40' quando al termine di un'altra serie di percussioni, il palloen viene giocato al largo dove Ngawini imita il suo avversario Vanusa e passa il pallone sulla testa di un avversario per Lunardi che si trova a due metri dalla linea di meta e non sbaglia. Si giocano i minuti finali, il punteggio è sul 16-14 e i Cavalieri sanno che non è sufficiente la trasformazione e così vi rinunciano. Si gioca allo stremo ma i secondi passano inesorabili e i lombardi si affidano al gigante Hehea per conquistare gli ultimi break e stoppare quella che avrebbe potuto essere davvero un'impresa per i Cavalieri: portare il Calvisano alla bella. Ma così non è stato e sul campo è scoppiata la festa dei gialloneri. Prato dovrà riprovarci.

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