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Marchi, da Piacenza con furore: vogliamo questa salvezza

Marchi, da Piacenza con furore: vogliamo questa salvezza

Parla il giovane capitano che domenica guiderà gli emiliani nella prima sfida playout: temiamo Napoli e Pisanu

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PRATO. «No, non abbiamo la salvezza in tasca, ma siamo sicuri che possiamo farcela». Alessandro Marchi ha appena 22 anni, ma sul braccio ha già la fascia del capitano. Sarà lui, domenica, a guidare l’assalto del Piacenza contro il Prato nell’andata dei play out sul campo emiliano.

Non fa proclami, Marchi, ma dalle sue parole traspare la fiducia di una squadra che, nonostante la pesante penalizzazione di 9 punti, arriva allo scontro decisivo col vento in poppa. Non a caso viene considerata il peggior cliente che poteva toccare ai biancazzurri. «Dimentichiamoci le due partite di campionato (4-3 in casa, 3-0 in trasferta, ndr): quelle non fanno testo - dice il capitano degli emiliani - Ai play out è tutta un’altra storia». Nato come centrocampista di grande corsa, Marchi si è adattato a fare il terzino destro per esigenze di organico e si è adattato talmente bene che ora la metà del suo cartellino è del Bologna. L’anno prossimo potrebbe giocare in B o addirittura in A, ma ora pensa solo al Piacenza. «Non ci hanno pagato da ottobre a marzo - racconta - Ora ci hanno dato qualcosa e andiamo avanti». Sì, perché oltre alle penalizzazioni, il Piacenza adesso è in mano a un curatore fallimentare. La situazione societaria è difficilissima, i soldi arrivano col contagocce, eppure la squadra stringe i denti e vuole salvarsi sul campo, aspettando la bufera del calcioscommesse. La società emiliana infatti è nell’elenco di quelle deferite dal procuratore Palazzi. «Di questo preferisco non parlare - dice capitan Marchi - Qualcosa abbiamo già pagato durante il campionato, per il resto pensiamo a salvarci sul campo, poi si vedrà».

Del Prato dice di temere in particolare Napoli e Pisanu, giocatori di caratura superiore: «Dobbiamo stare attenti, possono risolvere la partita in qualsiasi momento».

Ma anche il Piacenza ha un tasso tecnico che incute timore. A gennaio è partito Guzman, ma è arrivata gente del calibro di Giovio e Gavilan che ha già fatto male al Prato. Sono questi due gli osservati speciali per i prossimi 180 minuti, quelli che decideranno la sorte del Prato.

«Saranno certamente due partite difficili al termine di una stagione difficile - sintetizza Alessandro Marchi - E non nascondo che anche qui sta crescendo la tensione in vista della prima sfida, ma noi ci crediamo, nel girone di ritorno nessuno ci ha davvero messo sotto e ora vogliamo giocarcela. La fascia di capitano per me non è un peso, è uno stimolo in più per metterci l’anima». Giusto, l’anima, quella servirà anche al Prato.

Paolo Nencioni

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