Proteste
Cavalieri, finale amara Gara uno al Calvisano
I tuttineri dopo aver chiuso sul 17-3 il primo tempo sono crollati Grande show per i due mediani di apertura Wakarua e Griffen
PRATO. La mischia operaia dei gladiatori del Calvisano non lascia scampo ai Cavalieri che dopo un gran primo tempo si sono disuniti ed hanno ceduto di schianto lasciando via libera alla rimonta degli ospiti.
La tenuta dei tuttineri era uno dei punti interrogativi dellla vigilia e gara uno della finale scudetto ne ha messo a nudo tutta la sua criticità. Certo, nulla è perduto perchè sabato prossimo c’è il ritorno a Calvisano e la squadra di De Rossi e Frati può ancora ribaltare il risultato e presentare il conto nella bella. Ma anche i più ottimisti devono ammettere che, con la possibile squalifica di Wakarua sul quale incombe la decisione del giudice sportivo dopo la presentazione del ricorso da parte del Mogliano per una presunta irregolarità di domenica scorsa, la strada sarebbe tutta in salita.
Ma torniamo alla partita dove il confronto fra Wakarua e Griffen ha offerto spunti di grande rugby nonostante abbiano entrambi diverse primavere sulle gambe (rispettivamente 36 e 37 anni).
Se è Vunisa a mettersi subito in evidenza con una incredibile progressione che lo porta a bruciare l’erba non appena trova un varco libero nella linea dei trequarti e a creare l’occasione per i primi tre punti di Griffen, dopo una manciata di minuti di studio, è Wakarua a prendere in mano le redini del match. Il mediano di apertura dei tuttineri prima pareggia con un penalty quasi da metà campo e poi dà lo spunto per la prima meta dei Cavalieri: crea un break nella linea arretrata dei lombardi e va in progressione per cinquanta metri prima di dover passare l’ovale a Chiesa e dopo un raggruppamento spontaneo la trasmissione veloce alla mano fino alla bandierina dove Ngawini va in tuffo in meta. Al termine dei primi quaranta minuti i Cavalieri Prato sono avanti per 17-3, sembra tutto in discesa. Ed invece la ripresa mostra l’altro volto del Calvisano che in cinque minuti piazza un penalty e una meta di Bergamo. E’ Griffen a questo punto che sale in cattedra e, per niente limitato dalla vistosa maschera che gli protegge il setto nasale, dà la carica ai suoi e guida il Calvisano ad una incredibile rimonta. La risposta dei Cavalieri arriva con Kolo’Ofai che sembra tenere a distanza gli ospiti. Ma a metà del secondo tempo c’è il tracollo del pacchetto di mischia del Prato. I lombardi fiaccano mischia dopo mischia il pack dei tuttineri. Arriva la prima meta tecnica con giallo per Garfagnoli. Cavalieri col fiatone e Calvisano che non molla un metro. Gli errori in casa Cavalieri si contano col pallottoliere e la squadra di Cavinato cresce di minuto in minuto. Il pacchetto operaio è sempre sul pallone, non molla. Inutili i cambi operati da Frati e De Rossi, perchè Lupetti, Stefani, Lunardi, Bernini, non riescono a rintuzzare la spinta vigorosa dei galdiatori ospiti. Il Calvisano sul 22 a 20 sente aria di sorpasso e non appena ritrova una nuova mischia a cinque metri dalla linea di meta dei Cavalieri, chiude il conto: arriva un’altra meta tecnica. I Cavalieri vanno avanti di spirito e potrebbero anceh avere l’occasione per la rimonta ma Visentin si sacrifica e rimedia il giallo pur di fermare Kolo’Ofai e spegnere i riflettori sul match.
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