Il Tirreno

Prato

Piacenza era fallito e ora è deferito Playout da annullare

di Pasquale Petrella
Piacenza era fallito e ora è deferito Playout da annullare

La società emiliana e la Triestina sono entrambe in mano ai curatori fallimentari e rischiano di sparire dal calcio

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il 23 marzo scorso il Piacenza calcio, dopo 93 anni di attività calcistica è stato ufficialmente dichiarato fallito. Il Tribunale ha permesso alla società di terminare il campionato e di far negoziare il titolo sportivo a stagione conclusa. L’avvocato Franco Spezia ed il commercialista Filippo Giuffrida sono stati nominati curatori fallimentari della società emiliana. Basterebbe questo per capire quanto anomalo sia il mondo del calcio che permette ad una società fallita di continuare a disputare il campionato pur essendo provato che ha barato. Ma, ad aggravare ancor di più la posizione dei prossimi avversari del Prato per la lotta alla salvezza c’è il deferimento da parte del procuratore federale, Stefano Palazzi, del club emiliano nell’ambito dell’indagine della procura di Cremona sul calcioscommesse, dello stesso club già fallito. Resta da chiedersi quindi con quale spirito il Prato dovrebbe andare in campo contro una società che non solo ha fatto del doping amministrativo: cioè ha ingaggiato giocatori e registrato contratti pur sapendo che non li avrebbe potuto onorare ma, con il nuovo deferimento, c’è l’accusa che parla della possibilità che la società emiliana potrebbe aver falsato direttamente l’esito di alcune partite nella passata stagione. In particolare sotto la lente del procuratore ci sono Livorno-Piacenza e Albinoleffe-Piacenza proprio di un anno fa: 14 e 21 maggio 2011.

Ha senso aver fatto concludere la stagione al Piacenza? Ha senso permettergli di disputare i playout con l’eventualità magari di vincerli (auguriamoci di no) e poi scomparire dal mondo del calcio professionistico? Il buon senso direbbe di no ma visto come da sempre si muove il mondo del calcio allora c’è poco da essere ottimisti e il Prato dovrà lottare in campo, contro una squadra costruita barando. E’ un problema sempre denunciato dal tecnico, Vincenzo Esposito: «Il Prato è una società che paga gli stipendi, i fornitori e i contributi» ha detto anche al termine dell’ultima partita contro la Triestina, interrogato sui prossimi impegni dei playout contro il Piacenza «Resta l’amarezza di doversi confrontare con società che invece fanno il passo più lungo della gamba e poi non sanno mantenere i propri impegni falsando di fatto il campionato e il valore delle società stesse». Ci sono ancora dieci giorni alla disputa dei playout e visto che anche la Treistina è fallita, annullare i playout e salvare d’ufficio Prato e Latina sarebbe cosa saggia ma, proprio per questo, difficile che si verifichi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web