Il Tirreno

Prato

La quarta sconfitta fa esplodere la contestazione

di Cristian Iozzelli e Vezio Trifoni
La quarta sconfitta fa esplodere la contestazione

I biancazzurri hanno conquistato più punti in trasferta che al Lungobisenzio e gli ultras hanno perso la pazienza

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La quarta sconfitta nelle ultime cinque partite in casa (la terza contro dirette concorrenti dopo quelle con Piacenza e FeralpiSalò) fa scattare la pesante contestazione della tifoseria contro giocatori e società. Dopo il 2-0 di Longobardi in tanti lasciano lo stadio sconsolati ma lo zoccolo duro della Curva Ferrovia resta al suo posto e a fine gara alcuni giocatori, guidati da Lamma, Fogaroli e Pisanu, non si sottraggono a un duro confronto coi tifosi inferociti. Una decina di minuti di colloquio, poi tutti negli spogliatoi tra le urla di chi invita a togliersi la maglia e chi ricorre al classico “andate a lavorare”. La contestazione poi si sposta in via Firenze, all’ingresso degli spogliatoi, dove trova un facile bersaglio in Paolo Toccafondi, che sta fumando nel piazzale. La sua reazione verbale ai contestatori incendia ancor più il clima, ma il gruppetto si scioglie quasi subito e la situazione si placa. Una contestazione più rumorosa che numerosa, anche perché ieri al Lungobisenzio si è registrato il minimo stagionale di spettatori, solo 580. Uno stadio che negli ultimi due mesi ha regalato solo dolori al Prato, con un solo punto conquistato in cinque gare e ben tredici reti subite. In trasferta invece i biancazzurri hanno un ruolino da squadra di vertice, con una vittoria e quattro pareggi per 0-0. In pratica, lontano da casa la porta di Layeni è inviolata da gennaio, e a questo punto viene quasi da ringraziare il calendario che proporrà subito le partite a Siracusa e Portogruaro. Negli spogliatoi il clima è più tranquillo che all’esterno. Patron Andrea Toccafondi e Radici tengono a rapporto la squadra, assieme a Vincenzo Esposito, solo per pochi minuti, in un clima che sembra quasi di rassegnazione. Ma poi è lo stesso Radici a suonare la carica davanti ai taccuini: «A Esposito e ai ragazzi abbiamo detto che il nostro dovere di sportivi, ma prima ancora di uomini, è quello di voltare subito pagina, ricompattarci e lottare fino all’ultimo. Tutti abbiamo commesso errori, dalla società all’allenatore ai giocatori, ma vogliamo fortemente la salvezza e può ancora succedere di tutto, come ci ha insegnato anche la Fiorentina andando a vincere in casa del Milan. I ragazzi ci tengono, nessuno ha mollato e se c’è stata poca reazione è perché abbiamo accumulato troppa tensione». A tre gare dal termine la situazione è decisamente complicata soprattutto perchè il morale è sotto le scarpe. Ci vorrebbe un grande risultato a Siracusa che proprio ieri è stato a sua volta battuto in trasferta ad Andria e quindi potrebbe aver voglia di riscatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini