Lutto
Centro giovanile sportivo ancora senza presidente
Anche il nome del giornalista Massimiliano Martini sembra tramontato e il centrodestra vuole puntare su un altro candidato dopo Matteo Cocci
PRATO. E’ guerra fredda fra il comune di Prato, i comuni della Provincia e gli enti di promozione. La quadra sul nome del presidente del Cgfs non si riesce a trovare. Anche l’ultimo nome, quello del giornalista Massimiliano Martini che sembrava potesse riuscire a compattare destra e sinistra, sembra che non sia riuscito a riscaldare gli animini dell’amministrazione Cenni che è determinata ad imporre un proprio candidato come out out agli altri soci. Una determinazione ed un atto di forza che nasce dal fatto che la presidenza del Centro giovanile di formazione sportiva va di pari passo con la nomina del presidente della fondazione Crida, carica quest’ultima retribuita e di diretta ed esclusiva competenza del sindaco di Prato. Mentre nel Cgfs il presidente è carica onorifica e viene eletto da tutti i soci e quindi il comune di Prato si trova in minoranza rispetto agli altri .
In questo momento la Fondazione Crida è guidata - come si legge sul sito del comune di Prato - da un consiglio di amministrazione decaduto da oltre quattro mesi, presieduto da Fulvia Bendotti con membri del cda Sandra Zumatri (in rappresentanza del comune di Vaiano), Stefano Grossi (Poggio a Caiano), Luca Vannucci (Prato), Fabiano Falconi (Vernio), Fabrizio Buricchi (Carmignano), Alessio Laschi (Montemurlo) e con revisore unico, il commercialista Massimo Mancini.
In passato l’assessore allo sport Matteo Grazzini aveva prospettato agli altri soci il nome del consigliere provinciale del Pdl, Matteo Cocci ma questa indicazione non era piaciuta agli altri soci che avevano obiettato un possibile conflitto di interesse visto che Cocci è nella struttura della Croce d’Oro e si troverebbe a presiedere la fondazione Crida che è un centro per la riabilitazione e le diverse abilità. Al nome di Cocci era stato opposto la candidatura di Andrea Becheroni, insegnante di educazione fisica e presidente dell’associazione Becheroni per la ricerca nell’ambito delle patologie vascolari, al quale forse è stata fatta pesare la sua appartenenza di area di sinistra. Il problema quindi diventa estremamente politico e il centrodestra che guida Prato ne sta facendo una questione di principio ed è pronto a far prevalere il proprio candidato, anche se sembra non sia più Matteo Cocci, a costo di uscire dal Cgfs e, di fatto, facendo scomparire lo stesso ente che ha su Prato la stragrande maggioranza delle strutture in cui svolge la propria attività sportiva. Imesi intanto passano e i programmi rischiano di saltare se non si raggiunge una soluzione entro breve tempo.(p.p.)
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