Attenzione
Guarducci: «Stadio inagibile? Giochiamo a porte chiuse»
Il presidente onorario dell’Ac Prato lancia la provocazione e dà la colpa al legislatore che non ha previsto deroghe
PRATO. «Non voglio dare un mio parere ma solo esprimere il mio disgusto per questa situazione che si è venuta a creare», comincia così l’avvocato Giannetto Guarducci, presidente onorario dell’Ac Prato, la sua disanima sull’inagibilità dello stadio Lungobisenzio. «Quest’anno non me ne sono mai occupato ma nella passata stagione, quando partecipavo di più alla vita della società, siamo sempre riusciti a risolvere i problemi senza dover arrivare alle conclusioni così drastiche e penalizzanti come successo domenica scorsa con il trasloco ad Agliana», continua Guarducci. «Io sono per la disputa delle partite a porte chiuse se non ci sono i requisiti di sicurezza per il pubblico - continua il presidente onorario biancazzurro - Tutte queste spese sulla sicurezza quando le statistiche dicono che negli ultimi sette o otto anni, la media spettatori è stata di poche centinaia di tifosi».
«Ma, con questo, non voglio dare la colpa ai funzionari che hanno deciso per l’inagibilità - continua Guarducci - La colpa è del legislatore che non ha saputo prevedere dei regolamenti che permettessero di tenere conto non solo della capienza massima dell’impianto ma anche della media spettatori. Cioè è vero che il Lungobisenzio, per legge, deve avere determinate caratteristiche di sicurezza perchè può accogliere ottomila spettatori, ma se negli ultimi quindici anni si sono superati i tremila presenti solo in una o due circostanze, vorrà pur dire qualcosa. Bisognerà pure che si mettano in relazione la teoria della legge con la realtà delle statistiche. Mettiamo dei tornelli e facciamo entrare solo mille spettatori, tanto di più non ne vengono. E poi - aggiunge - ribadisco che sarebbe anche il caso di giocarle a porte chiuse così la società potrebbe evitare anche tutte le spese per gli steward e per le cancellate. Ormai per questa stagione credo che non ci sia nulla da fare ma per la prossima si potrebbe lavorare a un progetto di legge per modificare quella attuale». Il Prato ce la farà a salvarsi? Il Piacenza è sul punto di essere dichiarato fallito... «Spero di sì. E quanto al Piacenza non sono d’accordo per la sanzione dei punti di penalizzazione per le società che non pagano gli stipendi, credo che le selezioni vadano fatte al momento dell’iscrizione ai campionati. Chi non presenta determinate garanzie non deve potersi iscrivere, altrimenti è brutto togliere punti a una squadra che se li è meritati sul campo - conclude Guarducci - Ma questa è tutta un’altra storia».
Intanto la squadra prepara la gara di domenica a Carrara e spera di poter giocare a porte aperte e al Lungobisenzio i successivi due incontri casalinghi contro Spezia e FeralpiSalò. E, se è vero che il Piacenza non sta pagando gli stipendi presto potrebbe esser nuovamente penalizzato cosa che potrebbe avvenire anche per la Triestina. E’ per questo che il Prato deve assolutamente raccogliere dei punti nei prossimi incontri perchè la salvezza potrebbe arrivare anche senza dover passare dalla roulette dei plyout.
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