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Prato

Niente calcio: lo stadio sarà un cantiere

di Vezio Trifoni
Niente calcio: lo stadio sarà un cantiere

Da lunedì lo stop per rendere agibile l’impianto. Il Comune aveva scartato l’ipotesi dei lavori perché ritenuti troppi costosi

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PRATO

Il Prato contro il Piacenza potrà avere i suoi tifosi ma da lunedi 5 marzo lo stadio Lungobisenzio diventerà inagibile. Questa la decisione della commissione provinciale che si è riunita ieri per decidere come procedere dopo che le criticità evidenziate nello scorso settembre e per le quali erano stati dati sei mesi di deroga per la sostituzione o l'adeguamento del settore ospiti e il video collegamento con la centrale dei Vigili del Fuoco non sono state fatte. A questo si è aggiunto il problema relativo alle torri faro con la caduta di uno dei riflettori che ha fatto spostare di una settimana la partita con l'Andria. Anche in questo caso la commissione ha fatto delle prescrizioni ed è in corso l'intervento di sistemazione del completamento della perizia con tre torri faro certificate ma ne mancherebbe una. Se l'ultima torre, quella vicina alla curva Ferrovia, non sarà ultimata, la gara si giocherà a capienza ridotta senza il settore occupato dagli ultras pratesi, che saranno spostati sull'altra tribuna scoperta lato ferrovia. La curva Ferrovia sarà transenna e resa inaccessibile. Ma veniamo alle dinamiche che hanno portato a questa decisione. Sei mesi fa, prima che il Prato giocasse la prima partita casalinga, i tecnici della commissione hanno dato delle prescrizioni al Comune di Prato e queste dovevano essere risolte entro il termine del 1 marzo. Il Comune ha fatto fare un preventivo,ottobre-novembre2011 per realizzare una nuova tribuna e la spesa calcolata era superiore ai 270 mila euro. «Ci siamo riuniti in giunta insieme al sindaco - spiega Matteo Grazzini,assessore allo sport del Comune - e abbiamo deciso che il costo era assolutamente troppo alto di fronte ad altre priorità e necessità che sono molte e a fronte di una situazione economica difficile». A questo punto il Comune ha cercato di trovare un piano B in considerazione delle presenze dello stadio ( che non raggiungono le 1.000 unità). «Se si declassava lo stadio sotto i 4.000 posti ( rendendo superfluo il video collegamento) - continua Grazzini - spostando il settore ospiti nella parte inferiore dell'attuale maratona scoperta lato Etruria e separando questo settore dal resto dello stadio con una cancellata e facendo entrare i tifosi del Prato dal cancello Stazione e gli ospiti da via Firenze lato Etruria avevamo trovato la soluzione in un modo meno costoso e di rapida soluzione (30 giorni». Il progetto diverso aveva il problema del passaggio degli ospiti da via Firenze, non è stato anticipato né alla Prefettura né alla Questura, che non l'hanno presso in considerazione. Quindi ora per le ultime 5 gare interne il Prato dovrà giocarle o a porte chiuse o in campo neutro. « Siamo obbligati ad intervenire subito - conclude Matteo Grazzini - per permettere al Prato di giocare in casa almeno tre delle cinque gare restanti».

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