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Rugby, Benetton e Aironi vogliono tre Cavalieri

Rugby, Benetton e Aironi vogliono tre Cavalieri

Chiesa, Cazzola e Majstorovich richiesti come permit player nel torneo Europeo Ma uno dei tre, in base al regolamento, non potrà accettare la convocazione

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di Riccardo Tempestini

PRATO

Ieri la Fir ha “girato” ai Cavalieri la richiesta di Benetton e Aironi per poter usufruire di 3 tuttineri, come “permit player” in occasione del 6 Nazioni . La Benetton vuole capitan Chiesa , mentre la franchigia lombarda Majstorovich e Cazzola, ricordando però che uno dei tre dovrà tornare a casa perché il regolamento consente solo 2 giocatori per ogni squadra di eccellenza.

Ma ecco una breve intervista al quasi ventiquattrenne capitano dei Cavalieri, non prima però di ricordare che la partita di domenica prossima allo stadio Chersoni contro il San Gregorio comincerà alle 14.

Al l giro di boa del campionato, i Cavalieri sono campioni d’inverno, nonostante la penalizzazione. Te l’aspettavi all’inizio?

« Sicuramente mi aspettavo un campionato da protagonisti nonostante la penalità comunque abbiamo dimostrato di essere una squadra forte e che sa superare le difficoltà».

Perché i tuttineri hanno bisogno, troppo spesso, di un “richiamo” dei tecnici nell’intervallo fra i due tempi?

«Spesso incominciamo le partite al di sotto delle nostre possibilità non al nostro ritmo forse perche ci adeguiamo al livello degli avversari questo fa si che ingraniamo nel secodi tempo. La cosa positiva e' che al primo richiamo degli allenatori riusciamo ad aggiustare le cose».

Avete giocato con tutte le squadre, quali sono le più forti e chi fra le 5 non passerà alla pool scudetto?

«Posso solo dire che tutte e cinque le squadra che abbiamo incontrato sono state avversarie dure quella che mi ha colpito di più e' sicuramente Calvisano forse piu organizzata delle altre anche se sono convito che fino alla fine sarà una dura lotta. Credo resterà fuori Mogliano alle lunghe credo si faccia sentire la fatica e magari per loro che hanno una rosa corta  sarà dura».

Se in attesa della chiamata della Benetton come “permit player”, che sia la “volta bona” per giocare in Celtic league?

«Spero proprio sia la volta buona per me e per i cavalieri che mi mettono a disposizione i mezzi per poterlo confrontare ed avere la possibilità di competere con il top del rugby europeo».

Hai avuto modo di giocare con le squadre straniere , sia con la maglia azzurra che tuttonera, perché c’è ancora un divario così ampio?

«La differenza la fanno le organizzazioni e i budget che sono molto diversi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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