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De Rossi: «Occorrono risorse e continuità per vincere in Coppa»

De Rossi: «Occorrono risorse e continuità per vincere in Coppa»

Il tecnico dei Cavalieri guarda al futuro dei tuttineri e a quello delle squadre italiane impegnate in Europa

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di Riccardo Tempestini

PRATO

In attesa dell'ultima del girone di andata, domani alle 15 a Parma contro i Crociati ,arbitro Traversi di Rovigo, ecco l'intervista del tecnico Andrea De Rossi sulla partecipazione italiana alla Amlin cup, conclusasi domenica scorsa.

Ecco i numeri ed i risultati delle formazioni italiane nella Challenge cup, nessuna vittoria, 199 punti fatti e 1036 subiti, insomma l'ennesima disfatta, valida anche per gli Aironi in Heineken. Quale soluzione per rendere più competitive le squadre italiane in Europa?

«Penso che per il momento non ci siano grandi soluzioni,credo che oltre al divario economico e culturale manchi proprio l'abitudine a giocare a quel livello con continuità,Treviso insegna».

Soltanto la Benetton riesce a non sfigurare , che sia il frutto di un progetto pluriennale e di una continuità tecnica che con pazienza sta dando i suoi frutti? Che prospettive vedi per le squadre italiane in Europa nell'immediato futuro?

«Credo che a ridurre a 2 le squadre italiane cambi poco se le risorse sono le stesse,dall’altra parte però c’è anche un confronto con il campionato che non puo’ essere troppo sbilanciato».

La FIr continua ad affidare la guida tecnica delle varie rappresentative azzurre ad allenatori stranieri, Brunel alla maggiore, Green alla under20, il quasi 68 enne Coste da poco coordinatore centri under 16 . Non sarebbe meglio affidarsi ai tecnici italiani, magari più giovani,visto che gli stranieri non ottengono i risultati sperati?

«Il percorso della federazione è molto complesso. Siamo partiti con l’era Coste che ci ha fatto fare il salto di qualità per poi seguire un filone culturale e tecnico totalmente diverso dal nostro che forse ci ha un pò rallentato per poi tornare all’era attuale cioe’ Brunel che si avvicina molto alla nostra mentalità.Io credo che i tecnici Italiani siano di valore e mai come in questo momento ci sono tante alternative valide potrebbe essere che il dopo Brunel veda sulla panchina un tecnico Italiano …io lo spero».

Negli altri Paesi c'è tanta rotazione fra i nazionali, in Italia invece da troppi anni sempre il solito gruppo di senatori, nonostante i risultati non certo esaltanti, di chi è la colpa?,

«Negli altri Paesi c’e la possibilità di ruotare i giocatori perché oltre al numero c’ è la qualità,in Italia credo che tra qualche anno avremmo anche noi la possibilita’ di poter scegliere tra un numero maggiore di giocatori, lo dico in base al progetto accademie ed eccellenza che è partito e darà i suoi frutti tra qualche anno».

Un giudizio finale sui Cavalieri in Europa. Forse speravi di più, ripetendo la stupenda vittoria sul Connacht , magari sui Dragons al Lungobisenzio se fosse stata l’ultima invece che la prima giornata?

«In Europa non si vince per caso e vincere con questo Newport per noi al momento sarebbe stato impossibile, la vittoria con Connacht è stata una parentesi piu’ unica che rara di una partita perfetta per noi e molto fortunata, oggi per vincere serve continuita’ risorse e programmazione».

Ieri è arrivato anche il palinsesto Rai per le prime 7 giornate de girone di ritorno, con i Cavalieri ancora su Rai Sport “solo” il 26 febbraio contro il Petrarca e l’11 marzo contro Mogliano, entrambe al Lungobisenzio e mai fuori casa, nonostante il Prato capolista. Ma forse la Rai risponde ad accordi presi con la Federugby per poter dare la possibilità a tutte le squadre di andare in tv; senza considerare che forse mandare in onda una partita fra squadre di bassa classifica rischia di ottenere l’effetto contrario se qualità di gioco, ritmo e pubblico non sono proprio all’altezza della diretta televisiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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