Proteste
Il tecnico De Rossi traccia un bilancio della prima parte di stagione dei tuttineri
I Cavalieri chiudono col botto
Riccardo Tempestini
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Unazione dei Cavalieri Estra Ultimo regalo ai tifosi: dall'Argentina ecco il pilone De Gregori
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PRATO. Per i tanti tifosi dei Cavalieri Estra, ieri è arrivato dall'Argentina il regalo di fine d'anno, ovvero il pilone italo -argentino Nicolas De Gregori, 31 anni, 181cm per 108 kg, nello scorso campionato con la maglia della Rugby Roma, la storica società che non si è iscritta all'attuale Super 10. Con il definitivo ritorno in Irlanda, si è anche risolto il problema alla schiena di Bryan Young, mentre la prima linea tuttonera torna ai numeri iniziali, anche se il tallonatore Lupetti, l'unico cavaliere ancora in infermeria, non è ancora recuperato al meglio per la sfida al vertice con il Calvisano di domenica 8 gennaio, dalle 15,30 al Chersoni di Iolo, ormai completato con 2300 posti a sedere e al coperto, con le telecamere dei Rai sport in diretta. Ma ecco l'ultima intervista del 2011 al tecnico Andrea De Rossi. Chiudere l'anno al primo posto è una grande soddisfazione per i cavalieri, tanto più che è la prima volta. Per la guida tecnica è l'obbiettivo prefissato all'inizio campionato, ma come mantenerlo fino alla fine? Tirare il freno o pigiare l'acceleratore? «Intanto per prima cosa c'è da dire che con la penalizzazione l'obbiettivo raggiunto vale doppio, e poi abbiamo sempre detto che il nostro obbiettivo sono i play off e di conseguenza la finale visto che dobbiamo migliorare l'obbiettivo dello scorso anno. Sul come rimanere primi credo serva un mix di fattori che vanno dalla società all'aspetto mentale e fisico e anche di fortuna, quindi ne frenare ne accelerare troppo». Alla luce delle prestazioni di questa prima parte di campionato quali sono stati i punti forti del XV pratese? E quelli un po'meno? «Il primo punto forte è sicuramente il gruppo e l'ambiente creato a Prato in poco tempo, nonostante si sia cambiato molto c'e stata subito intesa e anche con il cambio tecnico devo dire che con Filippo si è creato subito una buona intesa senza dimenticare anche il cambiamento societario e anche qui la vicinanza di Fabrizio Tonfoni e Gabriele Lai sono state importantissime,come quella degli appassionati che tutti i giorni vengono al campo e ci stanno vicino. Questo credo sia la nostra forza. Per quanto riguarda i pro e i contro a livello tecnico sicuramente in mischia abbiamo avuto dei problemi ma credo soprattutto per i tantissimi infortuni avuti e quindi non abbiamo mai avuto la possibilità di lavorare con continuità insieme e faccio i complimenti a tutti e in particolare a Balboni per la disponibilità data nonostante un crociato rotto. Per gli aspetti positivi sono sicuramente molti ma la scommessa fatta con Riccardo Bocchino è quella che ci fa più piacere e a Rovigo credo l'abbia dimostrato in pieno». In molte occasioni la mischia chiusa si è rivelata il punto debole dei tuttineri, ma se da una parte la prima linea ha retto bene a Rovigo, sembra invece diventato un problema il numero 8 Nifo, tolto dopo mezz'ora con il Perpignan e tenuto fuori dal Battaglini. Come fare? «Nifo è un giocatore che non ha avuto continuità per vari motivi, all'inizio ha avuto problemi con il visto poi si è stirato un polpaccio ed in fine ha avuto problemi personali, credo che in questa seconda parte di campionato possa e abbia voglia di dimostrare il suo valore». Il calo di presenze di tifosi nelle partite "di cartello" ovvero le sfide europee di Challenge cup, purtroppo anche a Prato, ma anche la scarsa presenza di pubblico nella partita di Rovigo fra le prime due in classifica è un segnale preoccupante per il rugby italiano. Cosa succede? «La presenza di poco pubblico credo sia un fatto generale e devo dire che da noi a Prato non va nemmeno male rispetto agli altri posti, alla base comunque c'è sempre un lavoro che deve essere fatto dalle società per coinvolgere e incuriosire il pubblico, quindi servono persone, soldi, tempo e idee,tutto questo in un momento cosi difficile a livello mondiale non è semplice trovare società che abbiano voglia e mezzi per farlo, magari le priorità sono altre». Si chiude un 2011 con un finale in crescendo per i cavalieri, sia per il primo posto in classifica,ma soprattutto per la prova di maturità dimostrata al Battaglini. Manca solo il Calvisano, ma finora non si sono viste formazioni imbattibili... anzi. Che sia la volta buona? «Direi che se all'inizio dell'anno si parlava solo di Padova, Rovigo e Crociati adesso si stanno delineando altri scenari, direi che possiamo tranquillamente inserire Calvisano e Mogliano nella lotta a quattro e probabilmente togliere i Crociati anche per la penalizzazzione contro il Reggio».
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