Il Tirreno

Prato

Diamanti illumina anche Prato

Pasquale Petrella
Giannetto Guarducci, presidente onorario dell’Ac Prato
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Giannetto Guarducci, presidente onorario dell’Ac Prato

Guarducci: «Gioca benissimo e non dimentica la sua città»

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 PRATO. Per rilasciare una intervista, purtroppo ha bisogno dell'autorizzazione del responsabile comunicazione della società, ma per Alino Alessandro Diamanti, in questo periodo, parla quello che fa in campo. Ed è lui il giocatore più celebrato dopo il 2-2 di Bologna-Milan.  Il suo gol, il secondo con la maglia del Bologna, segnato di destro (il suo piede non preferito), ha dato il pareggio ai bolognesi due minuti dopo che Ibrahimovic aveva segnato il calcio di rigore per un fallo inesistente. L'autorizzazione del responsabile comunicazione della società rossoblù non arriva in tempo utile e allora, lasciando Alino alle sue bimbe, si può registrare la dichiarazione di Giannetto Guarducci, presidente onorario dell'Ac Prato e grande stimatore dell'ex ragazzo prodigio del CoianoSantaLucia. «Diamanti, in quella partita, ha dimostrato che non c'è bisogno di andare in Brasile per trovare i grandi campioni - dice Guarducci - Ha disputato una partitga incredibile e chi ha fatto il confronto fra lui e Pato lo ha bene evidenziato per numeri di palloni toccati e il contributo dato alla propria squadra. Diamanti ne esce vincitore sotto tutti i punti di vista. Io lo seguo sempre, vedo tutte le sue partite ed ogni volta scopro che ha un numero nuovo. E' un giocatore che ha dei colpi che pochi altri hanno. I suoi passaggi sono sempre al millimetro. Non solo. Il gol fatto al Milan lo ha fatto con astuzia sapendo che Thiago Silva ed il portiere Amelia si aspettavano una finta e il tiro di sinistro, lui ha rotto gli schemi ed ha tirato di destro calciando di potenza e facendo un gesto tecnico difficilissimo perchè in pochi sarebbero riusciti a tenere la palla rasoterra calciando col piede diverso da quello usato abitualmente».  Le lodi di Giannetto Guarducci per Alino si sprecano ma c'è anche un altro particolare che il presidente onorario della società biancazzurra ci tiene a sottolineare. «Diamanti non fa alcun mistero sulle sue origini pratesi, anzi ci tiene sempre a sottolinearlo facendo così grande pubblicità alla nostra città - dice Guarducci - Sembrerebbe una cosa scontata ma non lo è visto che altri non lo hanno fatto. Roberto Benigni è uno di questi e gliel'ho anche scritto a suo tempo: quando vinse l'oscar pensò bene di parlare di Vergaio e non di Prato, come se la frazione fosse più importante della città di cui fa parte». Ma, tornando ad Alessandro Diamanti, resta la consapevolezza che potrebbe essere in grado di scrivere ancora una pagina importante del calcio. Ha solo bisogno di un'altra opportunità in azzurro.

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