La protesta
Stangata del giudice sportivo sul Prato
P.P.F.
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Lallenatore-giocatore Pippo Quattrini Quattrini non potrà né giocare né sedere in panchina fino ad anno nuovo
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PRATO. Dopo il danno, la beffa. Il Prato calcio a 5, battuto sabato a Monsummano col concorso decisivo di numerose sviste arbitrali, paga con una stangata la rabbia e le espulsioni che hanno punteggiato un secondo tempo che resterà negli annali. La sanzione più pesante è quella per Pippo Quattrini: l'allenatore e capitano biancazzurro è stato squalificato fino al 31 dicembre perché, come si legge nella motivazione del giudice sportivo "nell'abbandonare il terreno di gioco rivolgeva all'arbitro reiterate ingiurie" e "a fine gara rientrava indebitamente nel terreno di gioco tenendo un comportamento gravemente irriguardoso nei confronti della terna". Il Prato, al 4-6 finale, ha rifiutato la cerimonia di saluto a centrocampo, andando invece a stringere la mano agli avversari (non agli arbitri) all'ingresso degli spogliatoi. Atteggiamento, questo, che è anche alla base dei 450 euro di multa alla società, causata inoltre da "reiterate ingiurie" da parte di "persona non identificata" nella zona degli spogliatoi. La squalifica a tempo è per Quattrini più grave di quella a giornate: gli impedirà non solo di giocare, ma anche di andare in panchina da allenatore. Non potrà farlo neanche il suo vice, Cristian Bini Conti, fermato fino al 14 dicembre. C'è un risvolto comico: l'arbitro ha ordinato a Bini Conti di accompagnare negli spogliatoi l'espulso Quattrini, al suo ritorno il vice allenatore laniero è stato espulso per aver abbandonato la panchina. Un caso da "comma 22". Le proteste del dopo-gara costano due giornate al vice capitano Roberto Coccia, mentre l'espulso Alessandro Calamai starà fuori una giornata. Il Prato, che annuncia ricorsi ma con poche speranze, perde inoltre per un mese il bomber Luca Di Lalla. Fatale uno strappo al quadricipite rimediato nel riscaldamento di L'Oasi-Prato. Una partita veramente maledetta.
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