Il Tirreno

Prato

Falco: «Dobbiamo imparare a convivere»

Maurizio Falco
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Maurizio Falco

Ma fra i tecnici di Terza Categoria è guerra aperta con gli arbitri

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 PRATO. Dopo le dimissioni di sabato scorso di mister Pennacchia dalla guida del San Martino, in polemica con le decisioni arbitrali che, a suo dire, lo avrebbero penalizzato fin dall'inizio della stagione, si accende il dibattino in Terza Categoria tra coloro che chiedono a gran voce più controlli sui «fischietti perchè i costi ed i sacrifici delle società non vengano svenduti».  Sono state un vero fischio d'inizio le parole di Domenico Pennacchia contro il sistema arbitrale che da settembre viene mal tollerato. Parole che non sono comunque cadute nel vuoto e che invece hanno trovato subito sponda fra le fila di alcuni colleghi che da tempo lamentano anche loro qualche torto arbitrale di troppo. E' il caso di mister Bartolomeo Scrima del Narnali, una vita spesa sui campi prima come giocatore e poi come allenatore. «Questi arbitri che abbiamo oggi sono troppo presuntuosi - ha subito puntualzzato mister Scrima - io sono solidale col collega Pennacchia perchè anche noi da tempo lo abbiamo notato. C'è bisogno di più umiltà e soprattutto conoscere bene le regole del gioco perchè se alla presunzione si aggiungono anche le lacune del regolamento è chiaro che anche noi sbottiamo dalla panchina». Dello stesso avviso è il collega Luca Ravagli che nell'esprime solidarietà all'allenatore del San Martino condivide anche il pensiero di Scrima. «E' una situazione invivibile. Non c'è rapporto in campo tra noi e gli arbitri. Non c'è verso dialogare perchè si credono dei fenomeni - ha dichiarato il tecnico del Querceto Cantagallo - dei fenomeni in mezzo a tanti uomini normali. Devono essere più umili e più preparati sul regolamento. Ha ragione mister Scrima. Se io vedo una cosa e loro un'altra posso dire - ha proseguito Ravagli - che qiesto è il calcio. Ma le regole sono regole e come tali valgono sempre e per tutti, quelle non si possono ignorare o non sapere». Su tutti interviene Maurizio Falco, presidente del comitato provinciale. «Le gare aumentano mentre la classe arbitrale si assottiglia sempre di più. Dobbiamo lavorare tutti - ha detto Falco - per crescere e non per rompere quello che c'è di buono nel nostro calcio provinciale. Alle società raccomando di aiutare i giovani fischietti a cui si chiede responsabilità mentre alle giacchette nere - ha concluso il presidente della Figc pratese - chiedo maggiore attenzione nell'approccio con le società. Dobbiamo imparare tutti a convivere».

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