Attenzione
Cavalieri alla mano, la sfida di Frati
Riccardo Tempestini
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A sinistra, il nuovo tecnico dei Cavalieri Filippo Frati A destra, una partita della scorsa stagione «Voglio una squadra che faccia possesso palla e "positive rugby"»
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PRATO. Manca solo la firma sul contratto, ma da ieri i Cavalieri Estra hanno una coppia di piloni irlandesi in prima linea. Solo pochi giorni di ferie per il nuovo tecnico Pippo Frati, ma prima di partire per la montagna ha concluso l'acquisto del secondo pilone comunitario, ancora un irlandese molto esperto, su cui ha dato ampie rassicurazioni il connazionale Bryan Young, con cui farà coppia nella squadra tuttonera nel prossimo campionato e in coppa europa. «Ora manca solo un pilone italiano e due - dice Frati - forse tre terze linee con cui chiuderemo nella prossima settimana». L'allenatore anticipa poi quale sarà il nuovo modulo di gioco dei pratesi. I Cavalieri sono meno giovani, ma più forti dell'anno scorso? «Siamo sempre una squadra molto giovane, tra le più giovani dell'Eccellenza. Io la metterei in questi termini: non siamo meno giovani ma semplicemente più esperti, penso a giocatori come Callori e Lupetti, entrambi nati nel '91, che nella passata stagione hanno avuto esperienze internazionali di altissimo livello e che sebbene giovanissimi saranno due elementi importantissimi. Se saremo più forti saranno i risultati a dirlo, io personalmente sono contentissimo della rosa a disposizione». Con un'apertura "vera" come cambierà il modulo di gioco? «Bocchino è stata una scelta fatta in base al tipo di gioco che vogliamo fare, è un giocatore in grado di fare la differenza in Eccellenza e con i trequarti che abbiamo a disposizione penso che avrà modo di dimostrare tutto il suo valore. Vogliamo fare tanto possesso palla e limitare il più possibile il gioco al piede, giocheremo quello che gli anglosassoni chiamano "positive rugby" consapevoli che questo richiede un enorme sacrificio da parte di tutti. In campo voglio giocatori non spettatori». Meno calci piazzati e più mete? «Dovrebbe essere la conseguenza naturale del tipo di gioco che vogliamo impostare, per vincere imponendo il proprio gioco. Va da sé però che una vittoria è sempre una vittoria e alla fine è l'unica cosa che veramente conta. Se per vincere avremo bisogno dei punti al piede dei nostri calciatori, non avrei nessun problema». Non sarà solo l'allenatore dei trequarti, ma, da vero professionista, porterà qualcosa che finora è mancato ai Cavalieri. Qualche esempio? «Sostituire un grande allenatore e uomo come Fabio Gaetaniello non sarà un compito facile, in questi anni insieme ad Andrea ha portato Prato a competere per risultati qualche anno fa forse impensabili. Detto questo mi ritengo una persona molto ambiziosa, amante delle sfide difficili. Non penso sia mancato qualcosa in particolare ai Cavalieri in questi anni e i risultati lo dicono. In accordo con la dirigenza, ho presentato un progetto mirato alla crescita del movimento a Prato e in tutta la Toscana, un piano che prevede un'accademia per i migliori giocatori dei club toscani che aderiscono al progetto Tre delle categorie under 15, 16 e 17. Vogliamo formare giocatori affinchè un domani i Cavalieri possano diventare il club di riferimento per l'alto livello in Toscana utilizzando il più possibile i giocatori cresciuti nel nostro territorio».
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