Serve un progetto che dia fiducia e slancio
Sergio Puggelli
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Perdete ogni speranza o voi che entrate... Si può iniziare con questa frase d'altri tempi, ma che è sempre attuale, per convincere chi ancora sostiene la tesi di una probabile soluzione immediata per quanto riguarda l'annosa crisi d'identità sportiva per la nostra città sia della squadra di calcio pratese, sia per altre discipline sportive, che sono costrette a fusioni per sopravvivere e al volontariato dei dirigenti e sia l'adeguamento o la nascita di nuove strutture sportive, esse sono al limite del collasso, fatiscenti. Sono ormai decenni che la nostra squadra non calca più i campi di calcio delle serie superiori, ero ragazzo l'ultima volta che ho assistito ad una partita in serie B,adesso si viene ripescati non per meriti acquisiti sul campo, ma perché altre società calcistiche sono in crisi profonda economicamente parlando, proprio come tutta la nostra società civile. Le colpe? Troppo facile additare l'uno o l'altro responsabile, la cosa certa è che non esiste la vera volontà, fino a prova contraria, di uscire da una palude che si allarga sempre più, troppi discorsi gettati al vento e pochi fatti conclusivi. Altre città hanno avuto le stesse problematiche e le difficoltà nel cercare di far riemergere dall'anonimo, la propria città costruendo impianti degni, città anche più piccole vicine hanno palazzetti, stadi e piscine degne di ospitare manifestazioni di livelli nazionale e internazionale. La cosa giusta da fare è di ricominciare da zero con un nuovo modo di pensare, poiché lo sport è anche prevenzione psicofisica, socializzazione, cultura delle regole, tutto questo per pensare di poter portare il blasone della città e provincia di Prato ad alti livelli. Non possiamo permetterci di farci deridere, la città non può essere identificata con l'impiantistica attuale, non è da essere relegata in una fascia inferiore che non le compete. La fortuna è che nostri concittadini, costretti ad andare in altre realtà se vogliono emergere, quando poi vincono medaglie o campionati li portiamo in corteo o gli osanniamo perché pratesi, ma domandiamo loro se avessero desiderato allenarsi in città o emigrare per mancanza d'impianti? Adesso con Stefano Tempesti rifacciamo la stessa filastrocca come già abbiamo fatto con Jury Chechi,Paolo Rossi,la pallanuoto L'Hockey a rotelle, la pallamano, il calcio a 5, le arti marziali con lo Judo, il nuoto, il rugby, il tiro a piattello, sono ai vertici nazionali e internazionali, poiché sono condotti da dirigenti e atleti che oltre alla lungimiranza sportiva hanno quelle doti naturali e volontà che gli inducono ad elevare la sportività e la condizione psicofisica ai livelli che ne esaltano le personalità, quindi la visibilità della città e della provincia di Prato è salvaguardata,ma attenzione poiché anche per queste discipline si stanno riscontrando delle defezioni a partire dall'impianti che spesso, per mancanza di manutenzione ordinaria, sono al limite della sopportabilità.Ricette per uscire da questa spiacevole situazione, possono essere molte, ma preso atto che difficilmente si riuscirà a convincere l'attuale amministrazione, come quelle passate, l'unica cosa certa è ripartire con un serio progetto che possa ridare fiducia a tutti gli sportivi, per far questo gli amministratori devono infondere fiducia a chi può investire garantendogli la massima collaborazione che le compete, adeguare gli impianti alle vere esigenze tecnico sportive, investire in sport e cultura è sempre positivo. La certezza di potersi salvare dalla laconica discesa, che i quotidiani annualmente pubblicano le classifiche delle città più prodighe in impiantistica sportiva, per l'ennesima volta, è solo una mera utopia.
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