Il dolore
Conosciuto come il morino di Prato nel 1947 aprì il negozio, ora gestito dalla figlia, in piazza Ciardi
È morto Coppini, il re delle biciclette
Pasquale Petrella
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A Enzo Coppini, quello a sin., viene consegnato il premio Maestri del Commercio. A sinistra Coppini in sella alla sua bici e sopra a una corsa Enzo aveva 91 anni. Era stato un campione delle due ruote negli anni '50
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PRATO. Alla bella età di 91 anni e tre mesi si è spento Enzo Coppini, uno che ha fatto la storia del ciclismo pratese nell'età d'oro. Ovvero negli anni Quaranta e Cinquanta quando i corridori pratesi andavano per la maggiore e si spartivano i podi in lungo ed in largo per la Penisola, non tralasciando anche di mettere il loro nome negli albi d'oro di corse sul suolo straniero. In quel gruppo di vecchie glorie vanno ricordati i vari Giulio Bresci, Renzo Soldani, Giovanni Corrieri, Sergio e Luciano Maggini, Nedo Logli, Fiorenzo Magni. Nomi che hanno fatto grande Prato nel mondo delle due ruote. E oggi, forse, è vivo quel sentimento di amore verso la bici grazie a loro e alle loro imprese perchè una seconda generazione del loro spessore non c'è ancora mai stata. Enzo Coppini, "il morino di Prato" come era stato soprannominato per distinguerlo dall'altro famoso morino, il livornese Olimpio Bizzi, cominciò a correre e a distinguersi per le sue vittorie solo nella seconda metà del 1945 quando aveva già venticinque anni. A frenarlo era stata la Seconda Guerra mondiale. Coppini inanellò subito una serie di brillanti prestazioni che fra il 1945 e il 1946 gli permisero di dotarsi di un palmarès ricco di otto vittorie in cui spicca il Campionato Toscano Indipendenti del 1946. Sempre nel 1946 Coppini aveva disputato un buon Giro d'Italia, il migliore dei quattro cui ha partecipato, indossando per molte tappe la maglia bianca di migliore esordiente e concludendo comunque la corsa rosa in undicesima posizione. In quell'anno fece parte anche di quei diciotto che accettarono di fare la tappa che raggiungeva Trieste allora in mano agli Alleati, rischiando la vita. Anche se dal 1947 la carriera è proseguita con meno fulgore di quanto avesse fatto presagire nei primi due anni, Enzo Coppini ha saputo regalare al ciclismo di quei favolosi anni Quaranta una bella serie di imprese sportive che hanno lasciato il segno nelle pagine dello sport. Valga per tutti la "Campagna Algerina" che Coppini effettuò nel 1949: dopo aver portato a termine il Giro di Algeria al 4 posto finale, prese parte al Gran Premio di Algeri e vinse in bellezza superando allo sprint un gruppetto comprendente campioni francesi e belgi che andavano per la maggiore. E come non ricordare che Coppini, assieme all'altro pratese d'adozione Giovanni Corrieri, scortò Bartali sino a Parigi in quel vittorioso Tour 1948 che elevò Ginettaccio a fama immortale? Dopo essersi posto al servizio del capitano di turno nella Bottecchia e nella Arbos, Coppini concluse la carriera nel 1952 correndo per il team Guerra, e proprio con Learco, la leggendaria "Locomotiva umana" segui negli anni'50 il Giro d'Italia come autista, vincendo così con i polpacci di Charlie Gaul quel Giro che gli era sfuggito da corridore. Nella sua carreira da corridore ha vinto ben ventidue corse. E dal mondo delle biciclette comunque non ne è mai uscito visto che nel 1947 aprì un negozio di bici che tutt'ora è presente in piazza Ciardi ed è gestito dalla figlia. Ha organizzato molte corse amatoriali, fra queste da ricordare la prima corsa per sole donne organizzata nel vecchio ippodromo in via del Purgatorio; ed è stato patron e sponsor di squadre amatoriali. Coppini ha sempre vivacizzato le cronache sportive cittadine in linea col suo carattere battagliero ed un temperamento vivace e ricco di iniziativa che lo hanno portato ad essere protagonista anche con l'Associazione nazionale Bersaglieri.
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