Lutto
L'Accademia Prato balla al Politeama con Marinari
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Claudia Giuntini durante la sua esibizione 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «A,B,C e danza». Le lettere dell'alfabeto hanno fatto da padrone nello spettacolo di danza con la regia di Raffaele Marinari tenuto nel tatro Politeama Pratese. Hanno dato i titoli a tutti i brani delle varie discipline e alla lettera "effe", coreografia sempre del Marinari, non a caso intitolata "Filastrocca", c'è stata, assieme ai movimenti della danza, la rivisitazione dell'intero alfabeto raccontato e rievocato dalla viva voce degli interpreti, il tutto senza la musica. Estremamente difficile danzare senza la musica e contemporaneamente recitare eppure le ballerine ci sono riuscite. Tutte brave e si meritano anche di essere citate: Sara Bucci, Asia Colzi, Carlotta Colzi, Vittoria Crocetta, Francesca Fanicchia, Enia Ismailaj, Martina Luccesi Erika Malirder, Rachele Moretti, Claudia Taddei, Matilde Valoppi e Martina Varamo. Dopo l'ospite d'onore della sinuosa e affascinante Danza Orientale, Ilaria Shireen, lo spettacolo prosegue con le piccoline che fanno spellare le mani agli spettatori merito della "maestra Pamela". Passando alle più grandi della Classica, Contemporanea e del Modern Jazz ci ritroviamo a "Utopia", che ha vinto di recente al concorso Firenze Danza. Non trascuriamo l'hip hop quello dei promettenti "Kids" di Leonardo Baldi e degli scatenatissimi "più grandi" di Marina Savarese, ritornati il vecchio gruppo storico dopo il recente rientro di Eleonora Fracasso e Miranda Forte. Nel finale lo spettacolo ci riserva le emozioni di "Zapping" (e siamo alla lettera "Zeta"), una coreografia di Valentina Baldacci ritmata e molto movimentata nonostante le diciotto ballerine che hanno fatto rimpiccolire il pur grande placoscenico del Politeama. E prima dei saluti finali con tanti fiori per tutti, allieve piccoline, insegnati e i direttori artistici Maddalena Smeraldi e Raffaele Marinari, un vero capolavoro di quest'ultimo messo in scena ispirandosi a Bejart. Ben dieci minuti del "Bolero" di Ravel interpretato dalla solista Claudia Giuntini (nella foto) e dalle bravissime Rebecca Andreoli, Benedetta Barontini sorella di Diletta, Martina Beraldi, Ciolini Alice, Erika Pinna, Giulia Taverni, Virna Tempestini. Claudia Giuntini, nata e maturata all'Accademia Città di Prato con risultati sempre di primo piano nei concorsi nazionali e internazionali, ha interpretato magnificamente il pensiero del coreografo Marinari, il genio di Bejart e infine quello dell'immortale musica di Ravel. L'Accademia Città di Prato non va in ferie anzi è impegnata nel "Campus estivo dal 4 al 16 Luglio" dove i partecipanti si confronteranno con la danza classica, contemporanea, canto, teatro e anche i primi accenni di flamenco. A settembre dal 12 al 16 "Settimana gratuita corsi di danza" con gli orari delle discipline in www.accademiacittadiprato.it e festa grande il 17 per l'inaugurazione del nuovo anno accademico.
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